Dal desiderio alla creazione -attraverso il cuore-

La visione è come un fiume in piena.

Aprire lo sguardo alla visione interiore significa calarsi nel fiume in piena.

Tutti noi sogniamo, di notte e di giorno, tutti noi riflettiamo e immaginiamo.

Ciò che si sogna e si immagina spesso ha a che fare con ciò che si desidera.

Il radar interiore che ci dice cosa desideriamo davvero, è un sentimento pulito e chiaro e quando incontriamo questo sentimento molto umile, ma anche molto intenso, forse significa che siamo sulla frequenza del nostro autentico desiderio.

Quasi tutti noi pensiamo, all’inizio del percorso di esplorazione dei nostri desideri, di essere attratti dalle cose che ci hanno insegnato a desiderare: forse una carriera da grido o una famiglia perfetta, un principe azzurro o una bellissima principessa.

Poi si scopre andando avanti che non è proprio così. Quei desideri iniziano ad avere il sapore della plastica e non ci convincono più tanto. Non è che avere delle rendite sicure e degli affetti a cui teniamo non sia importante, lo è, e molto, ma non è il focus verso cui i nostri desideri più profondi puntano. Andiamo un po’ più a fondo e scopriamo che i nostri più autentici desideri hanno a che fare con la scoperta di chi siamo, puntando tutti dritti verso l’interno di noi e non verso l’esterno.

Così si entra nella dimensione della creatività e della visione, poiché e solo attraverso questa dimensione che possiamo esplorarci, svelarci, sondarci .

Ma non è finita qui.

Non c’è carburante senza amore e l’amore, il motore dell’arte e della visione, è un amore disinteressato e impersonale verso l’umanità, in senso ampio, generico, atemporale. Verso l’umano e, aggiungo, il cosmico.

Sì perchè il fiume di cui ho parlato all’inizio, il fiume in cui si mette piede con l’apertura della propria visione interiore, ha dentro tutto, anche il tempo.

In questo fiume scorrono quelli che la Woolf chiamava gli incessanti cortei dell’immaginazione.

E si possono vedere solo se in noi c’è amore.

E cosa facciamo una volta che li vediamo?

Li traiamo fuori dalla corrente, diamo loro un corpo,  una voce, un pensiero. Proprio così: noi diamo carne, materia, a questi “incessanti cortei” che vivono nella corrente, li conduciamo a riva e li mostriamo al mondo, come preziosi frammenti di stelle.

Mi domando se le stelle sono illuminate perchè ognuno possa un giorno trovare la sua.

Il Piccolo Principe

cuore

 

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Sul coraggio

Il coraggio è la cosa più importante che ho a disposizione per fare quello che faccio, che è essenzialmente provare a creare qualcosa che sia specchio fedele di me stessa e del mio modo sentire.

A volte fare quello che faccio è una vera e propria necessità, nel senso dell’ananke greca, una divinità primigenia e antica a cui nemmeno gli dei potevano sottrarsi. Ananke è abbastanza severa e spietata e a volte ti forza a fare quello che devi fare e non ti lascia in pace fino a che non lo hai fatto. Avete presente la sensazione? Non è una bella cosa, ma ti aiuta davvero molto a sviluppare il coraggio.

courage

Il coraggio, credo nessuno se lo trovi lì per diritto di nascita. Tutti in qualche modo ce lo dobbiamo costruire piano piano nel corso della vita. Il coraggio per me non è una cosa attiva o eroica, ma una cosa passiva, nel senso che me lo costruisco a partire dalla paura. Per questo, un elemento fondamentale del mio coraggio, è l’attesa: agisco quando mi sento pronta, ma non prontissima, mi forzo, ma al punto giusto, cerco di andare oltre i miei limiti, ma mi rispetto. Rispetto le mie giornate no e le mie parti più deboli e vulnerabili, cerco di accudirle come posso, ma poi faccio come si fa con un bimbo che ha paura a tirarsi in acqua, a un certo punto lo si immerge almeno fino a metà, perchè l’acqua all’inizio è gelida, ma poi ci si sta da Dio.

Si ha la sensazione di vivere sul limite, di camminare su una corda o di zampettare sui carboni ardenti, però è in questo orlo che ci si misura, pelle a pelle, con la paura, è solo in questo modo che la paura si trasforma, fino a che capisci che è la tua alleata migliore e inizi perfino a volerle bene.

In quante avventure la paura mi ha accompagnata come una fedele compagna e se ce l’hai in fondo vuol solo dire che sei vivo e stai facendo la cosa giusta, la cosa che vuoi.

Ananke la necessità, il destino, la forza, non è mica una dea facile…ma è una dea giusta e, in fondo, la maggior parte degli dei  sono così: dei cazzuti rompiballe! Nel giusto e nel necessario non sempre c’è lo stare bene, comodi comodi, e con il pigiama addosso, nel giusto ci può essere benissimo il cagarsi sotto e perdere intere notti di sonno. Ci sono dei e dee che sono dei tormenti, ti stuzzicano, ti irritano, fino a che non ti dai una smossa e non ti butti nell’acqua ghiacciata.

Siamo come pesci che sguazzano senza posa sospinti dalle correnti fredde e se ci spiaggiamo sulla riva come grasse e pasciutissime foche, vuol dire, probabilmente, che siamo morti. 🙂

courage dear heart

What Happened Miss Simone?- E’ possibile vivere al ritmo della propria anima?

what happened miss simone

 

Un paio di volte, sul palco, mi sono sentita davvero libera ed è tutta un’altra cosa! E’ davvero tutta un’altra cosa! Come se tutto…se tutto…Ti dico cos’è la libertà per me? L’assenza di paura. Intendo, davvero: niente più paura. Se potessi viverlo per metà della mia vita: niente – più –  paura.                                                                                                    Nina Simone

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La realizzazione del sè

La fioritura del sé non è mai un atto individualistico.

Nel momento in cui portiamo a compimento il nostro seme, portiamo alla luce la nostra sorgente creativa, stiamo compiendo un passaggio che gioverà a molte persone, oltre che a noi stessi.

Nel momento in cui riteniamo che la realizzazione di noi stessi sia un processo  strettamente individuale, non riusciremo a realizzarlo. Nel momento in cui riteniamo che dobbiamo farlo per gli altri non riusciremo comunque a realizzarlo.

Ancora una volta ci troviamo qui nella logica di quarta dimensione che come già approfondito, non è una logica razionale, ma paradossale. E’ possibile che quanto più realizzo me stesso, tanto più sto creando gioia e abbondanza per gli altri?

Sì se la mia realizzazione è autentica.

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La Pietra è Sacra

La riconciliazione degli opposti e la loro integrazione è la chiave di volta per trascendere l’ ordinaria dimensione di coscienza spingendosi oltre i suoi confini.

Possiamo vedere coppie di opposti e dualità ovunque, ma, come sempre, dobbiamo prioritariamente occuparci degli opposti e delle contraddizioni che vediamo sorgere dentro di noi.

Anche se di seguito è riportato un elenco di diverse coppie di opposti da reintegrare è bene sottolineare come queste coppie condividano un substrato comune, quello della mente ordinaria, intesa come un insieme di emozioni, forme pensiero, sovrastrutture e costrutti socio culturali indotti.

E’ importante, pertanto, osservare che il nostro stesso processo di pensiero è fondato sulla dualità e si nutre di dualità e che trascendendo i dualismi, stiamo parallelamente trascendendo la mente ordinaria.

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