Amori Karmici e vite passate

Ben ritrovati! In questo nuovo breve articolo vorrei provare a fare luce sugli amori karmici e a svelare le loro incredibili opportunità di trasformazione.

Ricordo che è sempre un piacere per me quando riportate i miei articoli sui vostri siti o blog, vi chiedo solo la gentilezza di riportare la fonte e il link al mio sito.

Partiamo col dire subito che la sensazione che si avverte in una relazione Karmica è quella di un IRRISOLTO di fondo. Come se ci fosse un nodo che ci toglie molta energia nei cordoni aurici che ci legano all’altra persona.  Partite con l’affinare la vostra percezione superiore, “ascoltando” dove questo nodo è collocato nel corpo, se nella zona della gola, del plesso solare, del secondo o primo chakra. In tutto il percorso di questa relazione, avete sempre la sensazione che qualcosa non quadra, non fila liscio, qualcosa di indefinito non va. La peculiartià di questo malessere di fondo è che è inspiegabile: con l’anima karmica, che definiamo “gemella”, c’è infatti da subito un riconoscimento animico, una grande sensazione di benessere e di familiarità, l’anima gemella vi sa confortare e sostenere, ma, se tra voi c’è un vissuto karmico da sanare, prima o poi, farà capolino, richiedendo la vostro attenzione.

Non è possibile sciogliere i nodi di una relazione karmiva attraverso la meditazione comune, è necessario “vedere” dove, quando e come questo nodo si è formato per poterlo sciogliere: è necessaria dunque una regressione alle vite passate.

Parlare di regressioni alle vite passate suscita solitamente un certo soncerto nelle persone. In realtà non c’è niente da temere in questi fenomeni che sono naturali come il sognare. Per me è stato semplice regredire e ho fatto così: dopo avere chiuso gli occhi sono “entrata” sempre più in profondità dentro all’emozione, dentro a quella sensazione di nodo e di irrisolto e sono “andata a caccia” della “scena chiave” che lo aveva generato.

Ho visto aprirsi dentro di me un racconto per immagini. Ogni immagine conteneva in sè i frammenti emozionali che sono i cosiddetti “debiti karmici” e che sono “il corredo karmico” con cui veniamo al mondo.

Per fare una regressione ci vuole innanzitutto FIDUCIA nel processo, fiducia nel fatto che il debito sempre si trasforma in credito.

Spiego meglio attraverso un esempio questo concetto:  la mia prima regressione mi ha portato a rivivere una vita in cui da bambina di circa 7 anni ho incontrato la morte per mezzo di un’ aggressione da parte di un’animale selvaggio (il racconto per immagini sembrava collocato in area africana).

In questa vita, ogni volta che provavo un senso di ansia o angoscia, avvertivo come il morso di un’animale nella zona sinistra del collo. Il morso a volte era così intenso da farmi provare attacchi di panico e ansia davvero molto forti. Una volta risolto il trauma, attraverso la regressione, il morso non mi perseguita più per ferirmi, ma per guidarmi. Nel mio processo di scrittura, sento, grazie al morso, se quello che scrivo proviene da un allineamento con la fonte, oppure no. Insomma il morso della leonessa, che in un’altra vita mi ha ucciso, in questo mi guida nella scelta delle “parole giuste”. Questa leonessa si è trasformata da carnefice a spirito guida e in tutto questo mi accorgo di come dietro ad ogni azione, ad ogni evento, anche quello, apparentemente più ingiusto e terrifico, si nasconda in realtà una grande chiamata all’amore e alla fede.

La legge del paradosso è valida sempre ed è una delle chiavi interpretative più potenti per andare a fondo nella VERA comprensione di questa vita. Per questo, se  in questo momento, avete a che fare con una difficile relazione karmica, ricordatevi che avete l’opportunità, proprio attraverso la regressione, di risolverla, trasformando i traumi in doni di benedizione per questa o la prossima incarnazione.

Che succede una volta che si risolve il trauma? La relazione può finire spontaneamente e senza grossi strascichi, oppure si trasforma in una relazione di Anima Compagna.

  

Se vuoi saperne di più su questo argomento non esitare a contattarmi oppure prenota la tua consulenza.

Un abbraccio di luce e a presto!

Adi Rahimo

Il risveglio del sacro maschile

Negli ultimi anni si è fatto un gran parlare della violenza sul genere femminile, ma non ci accorgiamo che questo tipo di violenza è speculare alla violenza sul maschile.

Che tipo di violenza ha subito il nostro sacro maschile?

La precisazione che sempre mi premuro di fare è che le polarità psichiche maschili e femminili non sono associate univocamente ad un correlato biologico maschile-femminile, ma sono presenti in ciascuno di noi, uomini e donne.

La violenza sul maschile dunque viene vissuta anche dal sacro maschile presente in ogni donna e viceversa.

Una prima parola chiave associata alla violenza sul maschile è CASTRAZIONE.

La castrazione ci porta vicino al concetto di evirazione ed in parte è questo che si vuole intendere anche se, in senso più profondo, l’evirazione e dunque l’eliminazione dei genitali maschili dall’immaginario collettivo è connessa ad una soppressione totale e drammatica dell’energia sessuale vitale e creativa legata a questa parte dell’anatomia maschile. Aver trasformato l’immagine sessuale dei genitali maschili in un elemento pornografico, scandalistico, in un tabù, ci porta a disconnetterci con una parte fondativa dell’energia dell’universo e della natura.

Il Dio della mitologia greca, Priapo, veniva rappresentato con un fallo enorme. Ci pensate? Un Dio la cui caratteristica distintiva era la grandezza dei suoi genitali e che veniva adorato proprio in funzione di questo: propiziarsi la fecondità e la forza creatrice. Quando il fallo diventa oggetto di vergogna, di scherno, di tabù…ecco che allora può trasformarsi in un’arma…ed ecco il senso profondo dello stupro e della violenza sul femminile. Il più grande simbolo di forza creatrice, generatrice e divina viene scisso-separato dalla nostra psiche. Chi mi legge da un pò sa che che ciò che non è unito alla psiche non può farsi simbolo, non può produrre integrazione, e ciò che non è “simbolico” si trasforma nel suo opposto “diabolico”.

Una seconda parola chiave legata alla precedente è DEPOTENZIAMENTO

Come può un adolescente che deve vergognarsi della fonte e origine stessa della sua potenza, sentirsi potente? La castrazione produce perdita di potere, il potere maschile più grande legato alla forza attiva e creativa di darsi e dare all’universo. Questa forza centrifuga che va dal dentro al fuori, dispiegandosi nella sua poderosa potenza vitalistica e trasformatrice viene soppressa completamente nei giovani maschi della civiltà occidentale, non appena raggiungono la pubertà. Gli si dice che ciò da cui proviene la loro forza, è sbagliato, sporco e cattivo, che lo devono nascondere, che se ne devono profondamente vergognare.

Nelle società sciamaniche i riti di passaggio del ragazzo sono molto importanti: è qui che il giovane viene messo a contatto diretto con il potere della sua sessualità e viene guidato a percepire il riflesso di questo potere all’esterno, nel mondo della natura e della foresta. La sua potenza sessuale vibra insieme a quella della natura e così cresce e si sviluppa in integrazione, salute, gioia creativa, benessere. Mai il maschio di queste comunità può associare il suo potere sessuale ad un mezzo per danneggiare un altro essere umano, poiché questo potere è sacralizzato e in armonia con le forze elementali e universali.

La terza e ultima parola chiave è DIVISIONE.

I Banchi delle nostre scuole iniziano a dividere il giovane bambino e la giovane bambina in due metà: la metà buona e la metà cattiva, la metà di sopra e la metà di sotto. Ciò che i bambini devono fare è stare attenti con la loro mente, ciò che non devono fare è muovere il loro corpo. L’apprendimento avviene solo per metà, coinvolgendo esclusivamente la dimensione cognitiva. Il corpo è dimenticato, tagliato via, mentre in altre tradizione è il fulcro stesso attorno a cui ruota tutto l’apprendimento. Il corpo sa sempre ciò che la mente tace. La nostra parte maschile è un’energia a spirale che dall’interno si muove verso l’esterno: il suo principale scopo è il movimento creativo e trasformativo. Ci rendiamo forse conto ora del perché i ragazzi, che hanno un’energia maschile predominante, sono meno intelligenti delle loro compagne: la via del loro apprendimento è un’altra e passa dall’integrazione e unione del corpo con la mente, dal movimento attivo e dinamico, dall’apprendere attraverso l’esperienza fisica e corporea.

Castrazione, depotenziamento, divisione sono le armi di distruzione della sacralità maschile e cause della sua disconnessione con il suo proposito divino: contribuire attivamente a perpetuare, generare e proteggere l’abbondanza e il mistero della vita e della natura, in armonia con le forze cosmiche.

Oggi abbiamo più che mai bisogno di guarire questi falsi dei della nostra società occidentale se vogliamo accedere alla via del risveglio del sacro maschile.

 

La sfida del polo femminile nel passaggio tra la 3D e la 5D

twinflameIn questo articolo vorrei parlare dell’intensa trasformazione energetica che molti di noi stanno sperimentando nel passaggio dalla terza alla quinta dimensione, focalizzandomi sul modo in cui tale trasformazione sta impattando il  polo femminile, presente in noi a prescindere dal notro sesso biologico.

La terza dimensione è il mondo materiale che ci circonda e che siamo abituati a vedere, toccare, percepire e considerare come unica realtà esistente fuori di noi. In questa terza dimensione l’energia dominante è quella della paura e i nostri sforzi sono orientati al tentativo di sopravvivere e a quello di piacere agli altri, in modo da non trovarci mai soli e portare con noi un’immagine interna di amabilità.

Mentre il polo maschile è più impegnato nella sfera della lotta per la sopravvivenza, quello femminile vive la sua battaglia nell’ambito delle relazioni, della cura di sè e degli altri, nel dare-ricevere amore, nell’ambito dell’amabilità, confrontandosi molto spesso con i temi del giudizio che riguarda la dimensione dell’essere più che quella del fare (che è invece una dimensione di giudizio che tocca maggiormente la controparte maschile).

Il nostro polo femminile decide di compiere la sua missione di sviluppare capacità di nutrimento infinito e di amore incondizionato nella terza dimensione, andando incontro ad una serie di ostacoli, paure, traumi che derivano proprio dal trovarci in questa specifica dimensione di coscienza.

Nella terza dimensione possiamo osservare una caratteristica importante nella nostra anatomia energetica: ci nutriamo e nutriamo gli altri attraverso cordoni simili a tentacoli energetici che pendono dal nostro corpo e questo nutrimento ci ricarica e ci fa stare bene. I cordoni però, proprio come il cordone ombelicale, fanno sì che il nostro nutrimento dipenda dagli altri e, di conseguenza, ci portano a restare invischiati in legami contro evolutivi per la semplice paura di rimanere senza cibo energetico.

I cordoni però, proprio come il cordone ombelicale, fanno sì che il nostro nutrimento dipenda dagli altri e, di conseguenza, ci portano a restare invischiati in legami contro evolutivi.

Il fatto che il nostro senso di amore interno dipenda dall’esterno ci porta a subire, a volte per una vita intera, comportamenti tossici e dannosi da parte di persone del nostro ambiente di vita, semplicemente perchè il nostro amore per noi stessi dipende dall’amore per gli altri e  far valere ciò che vogliamo e che ci fa stare bene implica, nella nostra logica 3D, perdere l’amore degli altri e di conseguenza l’unica forma di amore che pensiamo di poter sperimentare.

Il conto da pagare però è una lotta continua che vede schierati da una parte i propri desideri e dall’altra quelli degli altri. In questa lotta ci sentiamo egoiste e meschine quando mettiamo i nostri desideri al primo posto e impotenti, stanche, vulnerabili, frustrate, quando cediamo, ancora una volta, sacrificando i nostri desideri più autentici per il bene degli individui di cui ci prendiamo cura o che fanno parte del nostro ambiente di vita.

Che cosa avviene con il passaggio alla 5D

Il momento in cui stiamo transitando da una dimensione all’altra è il più difficile e delicato: alterniamo momenti in cui proviamo un senso di benedizione, estasi e unità con noi stess* a momenti in cui sprofondiamo, nuovamente, in emozioni di profonda tristezza, rabbia, paura. Stiamo ripulendo tutte le densità del nostro corpo e questo implica un lavoro estremamente faticoso, sfibrante ed estenuante sotto il profilo fisico, psicologico ed emotivo.

L’accelerazione  con cui questo lavoro avviene ci fa spesso avvertire di essere su una montagna russa che non si ferma mai e ci sono momenti in cui vorremmo solo poter scendere.

Piano piano, però, ancorandoci sempre di più alla 5D iniziamo a costruire nel nostro pensiero nuove credenze che sostituiscono le vecchie, nuove connessioni neuronali vengono formate e prendiamo confidenza con un modo tutto diverso di sentire e percepire la realtà intorno a noi.

Relativamente alle relazioni in una prima fase può essere possibile sperimentare un senso di disconnessione dalle persone da cui abitualmente correvamo appena cominciavamo a percepire un senso di vuoto interno o un bisogno di nutrimento.

A questa fase può accompagnarsi la paura di essere diventati indifferenti e insensibili, la paura di restare soli, la paura di non essere più amati.

Si tratta di un processo di ricalibrazione in cui, a livello di anatomia energetica stacchiamo i nostri cordoni da quelli degli altri ed entriamo nel cuore.

E’ un lavoro davvero arduo, possiamo sentirci in colpa per non desiderare più le vecchie relazioni tridimensionali, ma ci rendiamo conto di non poter più provare quello che provavamo prima, tutto è diverso per noi. Le vecchie relazioni si ricalibrano insieme a noi, quelle che rimanevano in piedi per qualche debito karmico, vengono dissolte naturalmente, quelle che invece hanno un valore evolutivo rimangono, trasformandosi. Arrivano nuove persone che vibrano alla nostra stessa frequenza e può avvenire qui l’incontro con la propria Fiamma Gemella.

Il nuovo pattern relazionale che prende forma nella nostra vita ha come centro focale l’esperienza della libertà e dell’indipendenza. Il polo femminile è finalmente libero dal campo di battaglia relazionale in cui dare amore significa perdere sè stess*, qui l’amore non è più personale, non è più condizionato, non è più dipendente, ma sgorga da una sorgente di infinito potenziale e di infinita consapevolezza. Non ci sono obblighi, doveri, sacrifici: l’amore di quinta dimensione è possibile solo se amiamo profondamente noi stess*. La cosa bizzarra è che quando veramente arriviamo alla fonte centrale dell’amore (il sacro cuore), non abbiamo più bisogno dell’amore degli altri, non abbiamo più bisogno del sentirci amati ed è proprio allora che l’amore arriva copioso e in abbondanza e, questa volta, senza vincoli nè condizioni. Abbiamo trasformato il bisogno in potenziale e il potenziale prende forma ogni giorno per poi trasformarsi di nuovo traendoci in un flusso di consapevolezza senza fine.

 

 

 

 

 

 

Spirito e Materia

<<E’ come se lo psicologo perforasse la psiche per giungere alla massima profondità e toccare la materia e il fisico perforasse la materia per giungere al suo punto più profondo, il suo spirito. Quello è il punto di incontro di queste scienze. In un certo qual modo è come se si scavasse un tunnel da entrambe le parti. Così ora ci troviamo davanti all’eccitante soglia dell’ultimo diaframma>>.

Marie Louis Von Franz

Marie Louis Von Franz, psicoanalista, scrittrice  e stretta collaboratrice di Carl Gustav Jung, definisce il punto di svolta in cui ci troviamo: ” la soglia dell’ultimo diaframma”. Questo diaframma è un portale in grado di mettere in comunicazione il piano della mente con quello della materia (Mind and Matter).Nautilus-in-Black-and-White-1208

Il riduzionismo e la pretesta di oggettività con cui le scienze dure sono state indagate dall’epoca del positivismo in poi, non trova più riscontro nella nuova fisica subatomica, dove si rintracciano comportamenti così altamente bizzarri del corpuscolo onda/particella, tali da non rientrare più in un campo di coscienza lineare, come quello voluto dal riduzionismo.

Le recenti scoperte della fisica subatomica sembrano andare nella direzione di un incontro tra spirito e materia, tra fisica e coscienza, due dimensioni della realtà fino ad ora ritenute assolutamente inconciliabili.

Questo rinnovato incontro può essere indagato da differenti angolazioni che sono in parte materia di questo blog:

  • la fisiologia del corpo e l’anatomia sottile o campo energetico umano;
  • la fisica subatomica e le sue sorprendenti analogie con la teoria dell’inconscio collettivo e le leggi non duali e non lineari della coscienza;
  • il sistema dei chackra come ponte di unione tra corpo e psiche, definito “il ponte dell’arcobaleno”;
  • la pratica della mindulfness comparata agli studi nel campo delle neuroscienze;
  • la filosofia comparata tra oriente e occidente;
  • la risacralizzazione dell’eros e della sessualità;
  • l’alchimia.

Tutti questi punti fanno parte, proprio come in un frattale dove ogni piccola parte è specchio dell’insieme, di un medesimo nuovo paradigma concettuale che sta sempre più emergendo dall’inconscio collettivo per stabilizzarsi nella coscienza dell’individuo e che prevede la reintegrazione di tutta una serie di opposti, proprio come in un mysterium coniunctionis alchemico.

Attraverso queste guarigioni del sistema psico fisiologico e la reintegrazione di unità disgregate della psiche si opera una vera e propria trasmutazione iniziatica che passa il piombo al fuoco sacrificale per pervenire a toccare il vero oro alchemico: il punto di incontro tra l’anima e il sé.