Cosa il tuo DM ama di te. Cosa non ama di te. Guarire il femminile profondo.

Questo titolo può essere facilmente tradotto in un linguaggio più reale: Cosa Anima Unica ama di te e cosa non ama di te?

Si perchè quando parliamo di DM non parliamo di Luca, Giovanni o Claudio e di cosa possa piacere alla personalità di Luca, Giovanni e Claudio. Parliamo di cosa piace e non piace alla lora anima, che è la vostra.

L’Anima non può mai mentirti e non può essere raggirata da seduzioni e tentativi di adulazione. Non funziona così in questo percorso, per questo il classico “amore manipalotorio” del femminile non realizzato, proprio non funziona.

Perchè il femminile non realizzato ha bisogno di manipolare e tessere subdolamente una tela intorno al proprio maschile per farlo suo?

Insomma, nel percorso FG siamo di fronte a un capovolgimento di quello a cui siamo abituate, non è vero? Siamo abituate ad essere rincorse e conquistate e ci troviamo nella posizione in cui veniamo ignorate, svilite, allontanate, proprio questa volta in cui sentiamo con sicurezza di aver trovato il nostro vero amore.

Il percorso FG mette in luce tutte le distorsioni del rapporto maschile-femminile che si sono sedimentate nel nostro DNA individuale e collettivo. C’è un vero e proprio corredo genetico in noi che ci dice come comportarci, come agire e reagire. Siamo tutte sedute sulle spalle di giganti che sono la nostra stirpe, genia di antenate che sempre, dai tempi dei tempi, hanno conosciuto un solo ed unico linguaggio per amare.

Il maschio nell’universo della genetica che è incorporato in noi viene manipolato, circuito, posseduto e poi castrato per una semplice ragione antropologica: il femminile che mette al mondo la propria prole per secoli e secoli non ha avuto gli strumenti per sopravvivere in indipendenza e autonomia senza il proprio maschio. La gelosia, il possesso, l’arma della seduzione erano necessarie alla stessa sopravvivenza del genere femminile e della sua progenie. La femmina (con la prole piccola o in cinta) era DIPENDENTE dal maschio per , nutrirsi, coprirsi, proteggersi dalle bestie selvatiche e dal freddo e per sostenere la prole.

Questo almeno a partire da quel periodo storico in cui il sistemo etero monogamico si è stabilito e si è creata la famiglia nucleare che girava intorno al capofamiglia.

Da parte sua, l’uomo, in cambio della sua protezione chiede alla donna la sua fedeltà sessuale (matrimonio) poichè solo così è in grado di assicurare a sè stesso la sicurezza di trasemettere il proprio corredo genetico alla sua discendenza.
Il genere umano non differisce più tanto da una specie animale di cui l’etologo studia il comportamento, il sistema di accoppiamento e di organizzazione.

La razza umana è stata anch’essa soggetta, per lunghissimo tempo alle leggi della natura e della biologia, al mondo dell’animalità. Tutto questo vive ancora in noi, nelle nostre cellule, nei nostri geni.

Pensate a quando arriva un forte temporale e voi provate un senso di minaccia e di paura. Eppure siete al sicuro dentro le vostre case. Quella è una paura atavica inscritta in noi, nella nostra parte più naturale e istintiva.

Le nostre emozioni sono figlie di un passato che non esiste più ma che continua a scorrerci nel sangue.

Il femminile ha profondamente radicata in sè stessa la convinzione di non poter sopravvivere senza il maschile. Questo è falso. E’ una paura atavica assurda come quella dei temporali, ma vedere questo non ci autorizza a diventare delle acide stronze che “io nella vita faccio tutto da sola e non mi appoggio più a nessuno”. Perchè a chi giova questo?

E’ possibile essere in grado di amare senza chiedere al nostro maschile di costruirci una capanna per ripararci dalla pioggia, portarci la preda cacciata per cena e vegliare all’entrata di casa mentre noi allattiamo? Sì è possibile, grazie a Dio e alla tecnologia abbiamo tutti i mezzi per vivere con agio e serenità senza dipendere dall’esterno. Potremmo anche avere figli da sole e occuparci della loro e nostra sussitenza in completa autonomia se lo volessimo. Eppure continuiamo nel profondo del nostro inconscio a sentirci bisognose e quel bisogno lo chiamiamo amore, ma è solo genetica. Un semplice codice inscritto nel DNA che ci fa provare paura per i temporali e per la solitudine.

Ma, fortunatamente, avete trovato un DM, che è voi, la vostra Anima, e che ride e si fa beffa di questo bisogno.

Io non credo che Luca, Giovanni e Claudio siano tutti stì grandi illuminati che ci mostrano la strada da seguire e che quindi sono dei Maestri di Vita, credo che siano normali essere umani persi in questo mondo proprio come noi, ma che hanno al fortuna/sfortuna di condividere con noi la loro stessa anima e che quindi tutto ciò che loro fanno o dicono, siamo noi stesse che lo facciamo e diciamo a noi stesse. Molto semplicemente Anima Unica si avvarrà di ogni mezzo per far cadere la biologica, di modo che permanga questo amore nuovo, che non chiede, non mendica, facendo emergere uomini e donne del tutto nuovi e liberi dalla paura.

Quindi quando ti chiedi cosa piace di te al tuo DM, chiedi alla tua stessa Anima cosa ama di te. Certamente Anima vuole vederti libera e in grado di amare senza porre condizioni o contratti di scambio. Tuttò ciò che alleccornisce Ego (sicurezza, contratto, legame) è per Anima un veleno.

Anima vuole vederti FELICE mentre fai quello che ti piace e ti senti entusiasta e gioiosa nel donarlo al mondo.

Anima vuole vedere che ti piaci, che ti ami così come sei, senza che ci sia nessuno a dover costruire per te la tua autostima e ad utilizzarla come una merce di scambio.

Anima vuole che resti indipendente, ma che, nello stesso tempo, non ti dimentichi della tua capacità di amare, di darti, e che non fai del tuo amore una gabbia, una prigione di paura.

Vedi? Sembra impossibile che il tuo DM non cada nelle tue sottili trappole da genetica femminile. Come può essere immune dal tuo potere ipnotico, dal tuo canto? Può perchè è la tua stessa Anima a volere per te la tua felicità e non la bugia dell’EGO e della manipolazione. Pertanto non è lui che blocca, scappa, si nasconde, è Anima che ti mostra quali circuiti in te vanno ripristinati dal profondo dell’era paleozoica per vedervi rinascere nello splendore della vostra unica luce.

Fiamme gemelle e Tantra: un cammino di Amore Sacro

E’ stato già spesso messo in luce, come la coppia di Fiamme Gemelle ricalchi gli antichi miti e archetipi del matrimonio mistico e della coppia Tantrica.

L’evoluzione del percorso di Fiamma, porta molti a sentire di abbandonare la vecchia qualità del sesso per affacciarsi ad un modo di percepirlo del tutto nuovo.

Alla base del tantrismo vi è l’idea che, con l’attivazione del percorso di risveglio spirituale, la kundalini, che è un’energia divina, il primo principio di manifestazione terrena, cominci a “salire” sulla spina dorsale del praticante, entrando in relazione, piano piano, con tutti i centri energetici (o chakra), qui presenti. Il risveglio avviene quando la kundalini, attraversato tutto il corpo, esce dalla testa in una fontana di luce: qui si ha il compimento dell’illuminazione e il praticante entra nello stato di “piacere immoto” o “orgasmo cosmico”, vivendo l’estasi permanente, stabile e imperitura che scaturisce dall’unione con il divino.

Le coppie di Fiamme Gemelle ripercorrono la strada della coppia Tantrica.

In cosa si trasforma l’energia del divino femminile quando si sublima nell’unione tantrica?

Sel sentiero dell’unione tantrica il sacro femminile trasforma la passione e il desiderio sessuale in Creatività, il sacro maschile in piacere immoto e assenza di sforzo.

Una volta incontrato l’amato divino, molte donne sul sentiero della Shakti si rendono conto che non basta il desiderio ardente, non basta essere follemente innamorate: è necessario dare avvio ad un processo di trasformazione interna per divenire il vaso che può contenere la visione che emerge, il vaso che può essere l’Amata dell’Amato. Il desiderio del divino maschile, significa divenire divinità femminile incarnata. Sappiano che fino a che questo non accade il maschile stesso non potrà nascere alla sua natura divina ed entrare con noi nel Regno del divino, nell’estasi mistica, nel piacere immoto. Il divino maschile ha bisogno del suo canale, di un utero eterico che lo riporti alla carne: ha bisogno della Shakti.

Non è solo la creatura ad amare Dio, ma è anche Dio ad essere innamorato della sua creatura.

La Shakti è l’energia femminile creativa per eccelleza, è un potere creativo immenso, senza limiti, nè confini. Accompagnarsi a Shakti significa per una donna divenire partoriente del tempo, cioè battere il tempo attraverso la creazione, partorire ad ogni istante: entrare nell’attimo. La donna risvegliata, a differenza del maschio, ha un compito: quello di dare se stessa senza più limiti, confini, intralci dovuti al condizionamento sociale.

Fin da piccola la donna è repressa nella sua energia Shakti dalle stesse donne, matriarche di famiglie. Le madri e le nonne, hanno avuto paura di esprimere la propria Shakti e di conseguenza trasmettono, inconsciamente, alle discendenti la stessa paura che suona più o meno “Stai ferma lì, per carità, o ti farai male!”. La femmina cresce quindi ingessata in gonnelline di pizzo e abitini che le impediscono fin dalla prima infanzia il movimento libero e spontaneo. Muoversi, ballare, scatenarsi, non avere freni, urlare a squarcia gola, piangere, arrabbiarsi, godere del piacere del corpo, tutte manifestazioni della natura della Shakti, sono soppresse. La bambina “sente” che così non si fa, che le sarà tolta l’approvazione sociale e che verrà isolata dal suo clan se osa manifestare la propria energia divina naturale.

Quando sarà adolescente e poi adulta la bambina comincerà a manifestare i segni di quella repressione con instabilità dell’umore, irritabilità, depressione, noia, assenza di vitalità e di desiderio sessuale, paura e paralisi dovuta a clichè sociali. Una Shakti repressa e ignorata si esprime infatti così per tormentare la donna, si esprime lanciando le sue demonesse peggiori che gettano la donna nell’infelicità solo per incitarla a ribellarsi ed entrare nel suo potere creativo. Per questo l’innamoramento passionale è così necessario: l’incontro con l’amante divino, con il vero amore, con lo Shiva incarnato, porta la Shakti a risvegliarsi, porta la donna ad esplorare territori ignoti per quell’unico sogno di amore e unità, che lei sente ardere nel proprio cuore.

Qui però spesso la donna ricade nel tormento e nell’oblio: non accetta la chiamata del suo Shiva. Ripercorrendo i vecchi clichè trasmessi a livello transegenrazionale, la donna cede il suo potere al maschio e cade vittima dell’impotenza, così quell’impetuoso vento creativo che era sorto attraverso la chiamata erotica, si trasforma in paura. Una paura che lega, paralizza sè stessa al suo sposo, generando dipendenza e facendo cadere la coppia di innamorati nell’invischiante mente del mondo che, come la tela di un ragno, lega sempre più chi tenta di fuggire dalle sue maglie. L’amore cade così nell’oblio del tempo e perde il suo potenziale di risveglio. La riproduzione biologica assunta come unico fine della coppia di sposi è la finale ecatombe del vero potere creativo e della vera realizzionè del sè unico e fa sì che la ruota del karma si ri-azioni per un altro giro, fino a che arriverà un discendente talmente forte e motivato da spezzare la catena.

L’incontro con la Fiamma Gemella costringe, però, la donna ad un sentiero diverso. Il grande occhio che tutto vede e sa, e che è il vero regista dietro al teatro che si dispiega nella relazione con la controparte animica, non permetterà che si ricalchino i vecchi schemi. Shiva chiederà delle prove forti alla sua Shakti per vedere se può riconoscerla: le chiederà indipendenza e coraggio e lui, da parte sua, le prometterà, di non trasformarsi mai in uno zerbino, ma di lottare fino in fondo per preservare la propria libertà e selvatichezza (che è ciò che terrà la sua Shakti legata a lui). Shiva resterà sempre infatti un mistero insonabile per la sua amata, un rebus, qualcosa che la Shakti non riuscirà a comprendere mai fino in fondo, mancherà sempre un tassello, un pezzetto perchè la mente di lei non possa afferrarlo, contenerlo e decifrarlo completamente. In questo modo, in questo spazio lasciato vuoto, la Shakti potrà essere impeganta nel suo canto di creazione che è il motivo della sua presenza su questo piano di manifestazione e di esistenza: fluire in una creatività infinita, libera, ispirata senza altro scopo che il donare e il donarsi, omaggiando il suo sposo, il suo amante divino che c’è e non c’è, appare e scompare, come il balenio di un lampo che in un solo colpo, in un solo momento, rivela sè stesso nel suo fulgore per poi tornare a far parte del regno invisibile, così che lei possa sognarlo, immaginarlo, crearlo, per poi amarlo ancora, aiutandolo a manifestarsi.

Lo spazio d’amore vuoto (assenza di legame di dipendenza-attaccamento) lasciato dal Divino maschile alla sua Shakti è la tela bianca su cui lei si manifesta attraverso la creatività infinita.

Come sempre, la donna apre il cammino, la donna getta le basi del tempio e agisce sola e insieme al suo sposo (è infatti da lui guidata nell’ispirazione). Shiva, aspetta che lei sia pronta, poichè fino a quel momento, gli è impossible compiere la sua azione nel mondo. Solo se il canale di manifestazione è aperto e libero, Shiva può tornare sulla terra e farle dono del suo canto.

Il Tantra è il sentiero dell’illuminazione che si serve del vero amore erotico passionale per raggiungere la comunione con il divino. Chiunque si trovi sul percorso di Fiamme Gemelle si trova a percorrere questo antico, quanto mai attuale, cammino, l’unico che riporta al centro la forza dell’erotismo femminile e ne fa via di trasformazione e di manifestazione del divino maschile nel mondo.

Che possiate tutte divenire sagge, indomite praticanti del sentiero sacro, come infaticabili amanti ridestatevi al potere dell’infinita creazione, in onore e per amore del vostro eterno sposo!

Con amore e gratitutidine,

Irene Adi Rahimo Conti

>Ho scritto quest’articolo traendo ispirazione dal libro di Sally Hempton “Il risveglio dello Shakti”

Manifesta il DM in 3D

Il DM nasce in te, sei tu a portarlo a luce. Lui non sa chi è, sarai tu a rivelargli la sua vera, nuova identità. Lui aspetta te per fare questo passaggio. Non devi aspettare che il cambiamento avvenga da lui. Ciò non accadrà. Sarai tu a plasmarlo a nuova vita e questa volta non partorirai in modo fisico, biologico. Sarà una nascita alla luce quella che darai al tuo DM. Lui ha fecondato il tuo cuore. Il tuo cuore è gravido ed è pronto per partorire lui. Sei sua madre, amante e maestra. Così come lui è tuo padre, amante e Maestro. Ricordate il mito della trinità cristiana? Il padre è nel cielo (in 5D), la donna lo manifesta in terra. E’ compito del femminile portare il suo Dio in terra. Dargli carne. In fondo sappiamo che Maria Maddalena e Gesù erano una coppia mistica di Fiamme Gemelle e che Maria Maddalena, Maria Madre di Gesù e Maria di Cleofa (le tre Marie), ricalcano l’antico mito della Triplice Dea in veste di Madre, Giovane e Vegliarda.

Come avviene l’incarnazione? Perchè qui di questo stiamo parlando. Tutte noi sappiamo, quando ci uniamo al nostro DM in 5D che tipo di immagine abbiamo di fronte. Che tipo di luce, bellezza, possenza emana dalla sua figura. Il DM riluce di meravigliosa grazia esattamente come voi quando entrate in quel regno con lui. E sappiamo come, proprio ora, mentre state leggendo, voi siete già in quel regno con lui, siete già una sola cosa con lui e brillate di quella luce. Quell’immagine che avete di lui in quella dimensione, proprio quell’immagine esatta, va portata sulla terra per dare compimento alla sua incarnazione.

E dovete farlo voi che siete Madri in un senso diverso, del tutto nuovo. Siete madri del cielo in terra, come si diceva una volta. Ora, un pò meno aulicamente, diciamo 5D e 3D.

Immaginare lui, parlare con lui, vivere con lui nella vostra immaginazione come se qui, sulla terra, fosse già incarnato nel suo pieno risveglio è il mezzo.

Non si tratta di una semplice tecnica che “se lo faccio per tutto il giorno allora accadrà”. Non va fatto in modo strumentale, per ottenre qualcosa in cambio. Va fatto senza attaccamento, avendo come unica guida il cuore.

Il vostro cuore e la vostra mente si uniscono per la creazione. Ogni volta che immaginate lui nel vostro quotidiano, un pezzo di cielo cade sulla terra. L’immaginazione accompaganta da una grande emozione di amore, sempre, si trasforma in realtà. Trasformate in realtà il vostro sogno più grande. Perchè siete maghe (imago=immagine) e madri di luce. Questo lui aspetta e non può farlo da solo, perchè il maschile sacro per incarnarsi ha bisogno di un canale: il femminile sacro. Voi siete in grado di dare vita a voi stesse, vi autocreate e autogenerate dal vuoto infinito e pieno di infinite possibilità come instancabili e infaticabili amanti.

Lui nasce dove tu vivi, respiri, sogni. Nasce dal tuo stesso essere, si materializza e cristalizza nel corpo per mezzo del tuo amore. Dai vita al tuo DM, usa la tua immaginazione e i tuoi più grandi sogni di felicità come il più potente canale per la realizzazione dell’Unità.

Con amore,

Irene Adi Rahimo Conti

Fiamme gemelle: imparare a gestire due energie simultanee

Dal momento dell’incontro con la tua controparte animica avviene un processo irreversibile di fusione di due campi energetici.

Fino a quel momento sei stata in grado di gestire il tuo campo energetico, hai imparato a conoscerlo, hai imparato a calmarti nei momenti di preoccupazione e a ricentrarti. Hai imparato a conoscere le fluttuazione dei tuoi stati emotivi, l’alternarsi di buio e luce, di stasi e di riposo. Gli opposti erano già in te solo che ora si sono duplicati. Quindi non abbiamo più due soli movimenti energetici ma quattro che tessono tra loro una incessante danza.

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Sei pronta per far fronte ad un livello di apprendimento di altissima maestria: imparare a gestire due campi energetici fusi uno nell’altro come una matrioska russa. La struttura energetica della controparte diventa infatti una sola con la tua: è così che si incarna sulla terra il miracolo del matrimonio mistico.

All’inizio non lo comprendi, ti sembra di impazzire: perchè non controlli più te stessa?

Cosa succede quando due corpi energetici si uniscono in uno? Questi corpi, come dicevo, sono settati su due polarità opposte e quindi se da una parte c’è ricettività, dall’altra c’è azione, se da una parte c’è bianco, dall’altra c’è nero, se da una parte c’è il restare, dall’altra c’è l’andare, se da una parte c’è il Sì dall’altra c’è il No.

I movimenti energetici estranei che avvertite dentro di voi, e a voi opposti, sono quelli della controparte che vi insegna a danzare gli opposti. Come fate a stare bene quando dentro di voi c’è una volontà che si installa come forza energetica uguale e opposta alla vostra? Bè loro sono i nostri opposti, di conseguenza è assolutamente normale che sia così, proprio come quando guardiamo il nostro riflesso allo specchio lo vediamo uguale ma anche opposto alla nostra immagine.

Loro sono come il negativo di una nostra fotografia e ci invitano a vivere dentro la struttura energetica del nostro stesso corpo la tensione costante di ospitare un’altra mente, un’altra volontà, un diverso percorso di vita , come se un alieno si fosse installato in noi.

Passiamo in rassegna le reazioni più tipiche che si hanno dentro di noi di fronte a questa potente energia uguale e contraria che ci abita. Queste reazioni sono comparabili alle fasi che si vivono nell’elaborazione di un lutto che riporto tra parentesi.

Reazione di ansia/paura/smarrimento (shock)

E’ una reazione iniziale comune, perchè non comprendiamo cosa ci accade e non ci riconosciamo più. Oltre all’ inclusione del loro corpo energetico, includiamo anche il corpo fisico a distanza, ciò singifica sperimentare dolori e fastidi non abituali per noi. E’ normale che la Psiche di fronte a una simile anomalia entri nell’allarme più totale e cada nell’ansia. Questo fenomento è assolutamente nuovo e non ci sono precedenti che lo testimonino, quindi quando un fenomeno non è conosciuto crea panico, come è stato per l’essere umano la prima volta che ha incontrato il fuoco. Ora che lo sai, puoi calmarti e iniziare a prendere familiarità con le due energie. Probabilmente tra un centinaio di anni (o forse anche meno) il fenomeno delle Fiamme Gemelle esploderà a livello di massa, avremo corsi, conoscenze, libri, guide che potranno illuminare ogni parte del percorso e renderlo più agevole.

Reazione di trazione (negazione)

Le sue fuge costanti ti rendono una mendicante energetica, provi ad aggrapparti e tirare. Inutile dire che questo movimento, genererà ancosa più anelito nell’altro a fuggire. Ricordati: tu vuoi che A vada verso B, lui (nel suo momento di fuga) vuole che B vada verso A. Voi siete uno, quindi quell’energia appartiene anche a te e non ti ci puoi opporre.

Reazione di rabbia/respingimento (rabbia/negoziazione)

Il dolore del suo allontanamento si trasforma in rabbia disperata, quando vedi che la reazione di trazione non genera alcun risultato, quello che provi a fare è allontare il suo corpo energetico da te. E qui ci si scontra con il conflitto inconciliabile. Lui vuole andare ma in realtà non può, tu vuoi accettare che vada, ma in realtà non puoi. Siete Uno. Un unico sistema. Così ti accorgi presto che devi accogliere la sua energia di fuga, ma anche la sua energia di paura, rabbia, disperazione, perchè si rende conto che non può allontanarsi da te.

Reazione sana al fenomeno della doppia energia

Il percorso di Fiamma vi sfida sul conflitto. Un conflitto inconciliabile, stremante ed estremo. L’Unità si fonda sulla Separazione e la Separazione sull’Unità e queste due forze si guarderanno e danzeranno tra loro fino a che la loro energia si sarà sciolta. Le fiamme sono sempre separate e unite allo stesso tempo, lontane e vicine, nemiche e amiche. E’ un gioco che porta il corpo fisico-energetico al suo limite più estremo. Ma nel momento in cui l’altro viene accolto, inglobando in noi, la sua energia opposta, percependola non più come qualcosa di estraneo, spaventoso e che provoca rabbia, ma come la nostra controparte enegetica da integrare, ecco che il gioco è fatto. La fuga del maschile è una forza centripeta (da dentro al fuori), l’arresto e attrazione del femminile è la parte centrifuga (dal fuori al dentro). Ognuna delle due va integrata in un’unità più grande dove il conflitto si dissolve. Portate il suo bambino interiore a casa dentro di voi, rassicuratelo che voi non potete andare da nessuna parte, aiutatelo ad accettare il fatto che nemmeno lui può farlo, ma rispettate i suoi tempi di negazione, come con un bambino cullate il suo dolore. Il dolore di essere lontani da voi, dal centro del loro cuore.

Spesso il grande dolore che percepiamo nel corso della Separazione è il loro, è la voce della loro anima che non può rassegnarsi alla distanza.

Questo è quello che oggi mi viene da scirvervi, vi voglio bene.

Con amore e gratitudine,

Irene Adi Rahimo Conti

 

 

 

 

 

Amori Karmici e vite passate

Ben ritrovati! In questo nuovo breve articolo vorrei provare a fare luce sugli amori karmici e a svelare le loro incredibili opportunità di trasformazione.

Ricordo che è sempre un piacere per me quando riportate i miei articoli sui vostri siti o blog, vi chiedo solo la gentilezza di riportare la fonte e il link al mio sito.

Partiamo col dire subito che la sensazione che si avverte in una relazione Karmica è quella di un IRRISOLTO di fondo. Come se ci fosse un nodo che ci toglie molta energia nei cordoni aurici che ci legano all’altra persona.  Partite con l’affinare la vostra percezione superiore, “ascoltando” dove questo nodo è collocato nel corpo, se nella zona della gola, del plesso solare, del secondo o primo chakra. In tutto il percorso di questa relazione, avete sempre la sensazione che qualcosa non quadra, non fila liscio, qualcosa di indefinito non va. La peculiartià di questo malessere di fondo è che è inspiegabile: con l’anima karmica, che definiamo “gemella”, c’è infatti da subito un riconoscimento animico, una grande sensazione di benessere e di familiarità, l’anima gemella vi sa confortare e sostenere, ma, se tra voi c’è un vissuto karmico da sanare, prima o poi, farà capolino, richiedendo la vostro attenzione.

Non è possibile sciogliere i nodi di una relazione karmiva attraverso la meditazione comune, è necessario “vedere” dove, quando e come questo nodo si è formato per poterlo sciogliere: è necessaria dunque una regressione alle vite passate.

Parlare di regressioni alle vite passate suscita solitamente un certo soncerto nelle persone. In realtà non c’è niente da temere in questi fenomeni che sono naturali come il sognare. Per me è stato semplice regredire e ho fatto così: dopo avere chiuso gli occhi sono “entrata” sempre più in profondità dentro all’emozione, dentro a quella sensazione di nodo e di irrisolto e sono “andata a caccia” della “scena chiave” che lo aveva generato.

Ho visto aprirsi dentro di me un racconto per immagini. Ogni immagine conteneva in sè i frammenti emozionali che sono i cosiddetti “debiti karmici” e che sono “il corredo karmico” con cui veniamo al mondo.

Per fare una regressione ci vuole innanzitutto FIDUCIA nel processo, fiducia nel fatto che il debito sempre si trasforma in credito.

Spiego meglio attraverso un esempio questo concetto:  la mia prima regressione mi ha portato a rivivere una vita in cui da bambina di circa 7 anni ho incontrato la morte per mezzo di un’ aggressione da parte di un’animale selvaggio (il racconto per immagini sembrava collocato in area africana).

In questa vita, ogni volta che provavo un senso di ansia o angoscia, avvertivo come il morso di un’animale nella zona sinistra del collo. Il morso a volte era così intenso da farmi provare attacchi di panico e ansia davvero molto forti. Una volta risolto il trauma, attraverso la regressione, il morso non mi perseguita più per ferirmi, ma per guidarmi. Nel mio processo di scrittura, sento, grazie al morso, se quello che scrivo proviene da un allineamento con la fonte, oppure no. Insomma il morso della leonessa, che in un’altra vita mi ha ucciso, in questo mi guida nella scelta delle “parole giuste”. Questa leonessa si è trasformata da carnefice a spirito guida e in tutto questo mi accorgo di come dietro ad ogni azione, ad ogni evento, anche quello, apparentemente più ingiusto e terrifico, si nasconda in realtà una grande chiamata all’amore e alla fede.

La legge del paradosso è valida sempre ed è una delle chiavi interpretative più potenti per andare a fondo nella VERA comprensione di questa vita. Per questo, se  in questo momento, avete a che fare con una difficile relazione karmica, ricordatevi che avete l’opportunità, proprio attraverso la regressione, di risolverla, trasformando i traumi in doni di benedizione per questa o la prossima incarnazione.

Che succede una volta che si risolve il trauma? La relazione può finire spontaneamente e senza grossi strascichi, oppure si trasforma in una relazione di Anima Compagna.

  

Se vuoi saperne di più su questo argomento non esitare a contattarmi oppure prenota la tua consulenza.

Un abbraccio di luce e a presto!

Irene Adi Rahimo Conti