Anatomia energetica delle Fiamme Gemelle

Nelle relazioni che siamo abituate a instaurare viviamo all’interno di dinamiche proiettive che sono sorrette dalla costituzione di cordoni energetici che legano il nostro corpo sottile a quello dell’altra persona.

La presenza di questi cordoni genera nella relazione un senso di reciproco nutrimento, ma anche di frustrazione, un senso sotteso di minaccia, poichè ci sentiamo al sicuro, ma nello stesso tempo, avvertiamo di non essere più “interi” di aver ceduto parte di noi a quel parrtner.

Prima eravamo interi, la relazione ci ha divisi a metà.

Ciò che, all’inizio, manda in tilt le due controparti, nella dinamica di Fiamma Gemella è che esiste una Forza Superiore invincibile che nega fermamente la creazione di questi cordoni. In altre coppie che sono su un cammino di crescita spirituale, può accadere che i cordoni dell’attaccamento, vengano gradualmente dissolti, con la guarigione dei due partner. Nell’incontro di Fiamma questi cordoni non si creano proprio e non possono crearsi. Per questo parlare di “relazione tra Fiamme Gemelle” o “dinamica tra Fiamme Gemelle” è fuorviante (anche se io stessa utilizzo questi termini). In realtà non esiste una relazione in senso proprio o una dinamica, perchè questi processi sottendono l’esistenza di cordoni energetici che in questo caso, non si sono mai formati, non possono essere formati.

Tutto ciò è molto destabilizzante da sperimentare e porta spesso a dei rimpalli di accuse tra le due controparti che “avvertono” dentro di sè un’insicurezza e una paura profonde. Non riuscendosi a dare una giustificazione per la presenza di determinati sentimenti, generano, attrraverso la mente, gli scenari più spaventosi in cui possono fare dell’altro un capro espiatorio. Si viene così a creare un teatrino dei malintesi che caratterizza il dialogo tra le controparti non ancora consapevoli dell’unicità del percorso in cui si trovano.

Ogni volta che ci sentiamo “respinte” o “rimbalzate” dalla nostra controparte (e vi assicuro che anche i maschili avvertono lo stesso) è perchè stiamo ubbidendo a una sacra regola non scritta. Non si vuole fare delle due parti Uno ma far sì che le due unità rimangano tali in un rapporto di interdipendeza. Il numero delle Fiamme è proprio l’11 che indica due Unità complete che stanno l’una accanto all’altra. Uno e Uno fa sempre Uno nella matematica divina.

Vivere l’amore senza attaccamento è in assoluto l’esperienza più divina che si possa fare su questa terra. In assenza di cordoni, i Gemelli, per continuare a comunicare sono spinti come in un’autostrada supersonica a far emergere la propria stella nucleo che sostituisce il tipico cordone del terzo chackra che lega le coppie di tipo karmico. Certo, dissolvere i cordoni è un processo doloroso, perchè significa decostruire il proprio terreno karmico familiare, a cui le strutture del nostro io sono legate. E’ una seconda nascita in cui connettiamo la luce interna della nostra stella nucleo alla sorgente divina. Al termine di questo processo i Gemelli hanno dissolto, l’uno attraverso l’altro il loro corpo di dolore e i cordoni energetici che li legavano ad altre anime e sono ascesi nella consapevolezza della sacra unità interna. In questo percorso saranno sempre più guidati l’uno verso l’alto, e avranno come centro dell’unione la sede dell’anima, pochi centimetri al di sopra dal cuore.

Con Amore e Gratitudine

Irene Adi Rahimo Conti

Fiamme Gemelle e Fiori di Bach: Centaury la Regina che si crede Cenerentola

In questo secondo episodio della rassegna sui Fiori di Bach e Fiamme Gemelle vorrei parlarvi di un Fiore molto utile nel percorso di Fiamma.

Centaury è un fiore che ci parla della relazione delicata che esiste tra la capacità di dare e la capacità di ricevere. Le donne e gli uomini Centaury hanno una predisposizione innata alla gentilezza e all’altruismo, ma, proprio per queste loro caratteristiche, tendono a farsi assorbire dai bisogni e dalle necessità altrui, trascurando i propri desideri.

Sono sempre ben disposte a prendersi carico di una situazione difficile, cercano in tutti i modi di dare sè stesse, mettendo gli altri al primo posto nella scala delle priorità.

l loro carattere mite e gentile, fa sì che riescano con difficoltà a esprimere il proprio dissenso con fermezza o a mettere dei confini tra ciò che possono e ciò che non possono tollerare. La donna Centaury teme che, esprimendo le sue preferenze e i suoi bisogni, riceva il rifiuto e la negazione dell’amore da parte delle persone a cui tiene. Preferisce quindi tapparsi la bocca pur di non suscitare un clima di tensione intorno a sè. Predilige, infatti, sopra ogni cosa, la pace e l’armonia nel suo ambiente di vita.

IL FIORE CENTAURY NEL RAPPORTO DI FIAMMA GEMELLA

La sofferenza di Centaury nel rapporto di Fiamma può insistere sull’aspetto del sentire rifiutato il proprio aiuto. In un rapporto di Fiamma che è altamente evolutivo per entrambe le parti, venendo a mancare l’aspetto dell’attaccamento e della manipolazione (le due controparti si conoscono talmente bene da smascherare immediatamente qualsiasi tentativo di un gemello di allontanarsi dal porpio vero sè), Centaury non ha la possibilità di fare ciò che ha sempre fatto: mettersi a servizio della persona che ama, rinunciando ai suoi bisogni. L’archetipo Centaury si trova costretto all’interno di questo rapporto a tirare fuori la propria capacità di dire di “NO”, la propria capacità di tracciare confini sani, esprimendo i propri bisogni con equilibrio e pacatezza, ma, allo stesso tempo, con fermezza. Si trova costretto a prendersi le proprie responsabilità, assumedosi i rischi connessi all’esprimersi in verità ed assertività. Il Divino femminile, solitamente portatore di una maggior fetta di “energia” Centaury, viene chiamato a superare le proprie ferite infantili legate all’esclusione e a riconoscersi non più come Cenerontola remissiva, ma come Regina che preserva le sue doti di cura, di gentilezza e amorevolezza. imparando però a riconoscere i propri confini e a rispettarli. La donna Centaury nel rapporto di Fiamma Gemella imparerà a riscoprire i propri talenti e doni, trovando spazio alla fioritura della sua relazione con la controparte, senza però rinunciare a sè, ma mettendosi al centro del suo mondo e sentendosi completa in sè stessa, indipendete e, allo stesso tempo, innamorata.

IL FIORE CENTAURY NEL MITO

Questo fiore riceve il suo nome da un Centuaro molto particolare, Chirone, che si distingueva dagli altri centauri per il suo carattere mite, la sua predisposizione ad aiutare gli altri e guarirli dalle loro afflizioni interne ed esterne. Chirone cresce in mezzo agli altri Centauri in un clima di violenza, ostilità, ignoranza, tipiche della sua specie, e, pur tuttavia, si mantiene dentro di sè puro e fedele ai suoi sentimenti di gentilezza e disponiblità d’animo.

La difficoltà che incontra Chirone nell’essere circondato da bruti che si approfottano della sua bontà d’animo è un pò quella che vive sulla pelle la bambina o il bambino Centaury, che riceverà fin dalla prima infanzia i colpi della vita per non essere in grado di “corazzarsi”.

La Centaura è un fiore che può crescere anche tra arbusti e sterpaglie, a sottolineare, ancora una volta, la simbologia della Cenerontola circondata da matrigne e sorrelastre cattive, sottesa al signifcato profondo di questo fiore.

La predisposizione di Chirone, per tornare al mito, lo porterà a parteggiare per Eracle, durante la sua lotta contro i Centauri e ad uscire da questa battaglia con una inguaribile ferita al ginocchio, causata da una freccia avvelenata. Vinto dalla atroci sofferenze prodotte dalla ferita, chiede a Zeus il permesso di barattare la sua immortalità con Promoteo. Zeus decide di accordare la morte al gentile Centauro, liberandolo dalle sue sofferenze. Lo trasmormerà in una luminosa costellazione, purtroppo, difficilmente e parzialmente osservabile, visto che risulta in gran parte al di sotto dell’equatore celeste.
Le stelle più brillanti come Proxima Centauri, la stella più vicina al sole, sono nell’emisfero australe ed invisibili agli osservatori settentrionali.
Dalle nostre latitudini si può scorgere soltanto una parte. Per vederla il periodo migliore è i primi di maggio, alle 22 circa, sull’orizzonte meridionale. Nell’emisfero meridionale, invece, durante le notti di aprile la costellazione raggiunge quasi lo zenit.

Chiorone è portatore del messaggio che il Miglior Maestro cura sempre sè stesso e rappresenta l’archetipo astrologico del guaritore ferito. Se possiedi un Chirone forte e ben rappresentato nel tuo tema natale significa che provi molto amore nel dar cura e sollievo alle sofferenze altrui e che il tuo destino potrebbe essere nell’ambito della terapia naturale, nella psicoterapia, nella medicina olistica.

Fiamme Gemelle: un valido aiuto dai Fiori di Bach

Come ormai sappiamo, il percorso di Fiamma ci porta ad incarnare sempre di più la nostra parte animica, trasmutando i condizionamenti, le ferite, i debiti karmici, provenienti dal 3D-ego. Per fare luce sulla parti ancora in ombra di noi e risvegliarci alla chiamata di Anima, possono essere molto utili rimedi naturali come le essenze floreali di Edward Bach.

Cercherò di trattare, nel corso di questa nuova serie di articoli, i fiori che mi hanno maggiormente sostenuto verso il percorso di riunione.

Primo Fiore: Pine Albero del Pino.

Simboli correlati: Grande Madre, Ghiandola Pineale, Memoria Akashica, Unione di divino maschile e divino femminile.

Il Fiore per il Senso di Colpa. Stato d’Animo trasformato: Accettazione e Perdono di sè.

La prima essenza che consiglio a tutte le Divine Femminili è il fiore Pine. Questa essenza per me ha rappresentato una vera svolta nel mio percorso, ha cambiato radicalmente le dinamiche del mio rapporto di Fiamma, apportando molta più armonia e serenità dentro di me e, di conseguenza, fuori di me. Questo fiore, per la mia esperienza, cura il legame con la Madre, con il lignaggio femminile della nostra famiglia e con i suoi “pesi karmici”. Pine aiuta a dissipare il senso di colpa. Non avevo idea, prima dell’assunzione di questo fiore, di come il senso di colpa agisse profondamente in me a livello inconscio, condizionando pesantemente la mia vita. Questo “pattern” energetico con cui conviviamo inconsapevolmente, ci è stato trasmesso da una narrazione del femminile assolutamente fuorviante, svilente e vittimizzante che si è trasmessa di generazione in generazione e di cui le nostre antenate prima di noi hanno sofferto. A causa di questo senso di colpa, molte delle nostre antenate non si sono sentite in diritto di realizzarsi, di essere libere, di incontrare sè stesse, schiacciate dall’obbligo morale di integrarsi in una società violenta nei confronti del divino femminile. Come sappiamo la sensibilità naturale della donna, la sua saggezza interna e conoscenza intuitiva di metodi di guarigione naturali e ispirati da una conoscenza superiore è stata repressa con la forza e la violenza, in un primo momento, in un secondo momento è bastato il senso di colpa interno della donna per imbavagliarla e indurla al silenzio. La donna è stata condizionata, inoltre, a dare tutta sè stessa nel rapporto d’amore, facendo di questo il centro della sua vita e rinunciando, per esso, alla realizzazione di sè stessa. Prima i genitori, poi il partner, poi i figli, c’è sempre qualcun altro, oltre noi stesse, che richiede la nostra energia e nell’assecondare le esigenze di tutti ci troviamo prosciugate, perchè, nella realtà, stiamo cercando fuori qualcosa che va trovato dentro. Dal senso di mancanza che si prova nel non riuscire af “afferrare” il nostro senso di completezza e realizzazione nasce il senso di colpa, con la domanda interna “Cosa sto sbagliando?”.

Il senso di colpa nel percorso di Fiamma Gemella

Il senso di colpa che ci attanaglia nel percorso di Fiamma è quello sotteso alla convinzione inconscia “Non sto facendo abbastanza, non mi dò abbastanza, non sono abbastanza brava, capace, illumintata per far funzionare questo rapporto. Dato che provo questo senso di mancanza e non riesco ad ottenere ciò che voglio c’è qualcosa in me di mancante, di non sufficiente”. In più, avendo un’attitudine spiccata a questo stato interno, subendo il contraccolpi del machile, spesso tendiamo a colpevolizzare noi stesse, pur di evitare di tirare giù dal piedastallo il nostro Dio incarnato. Incolpare l’altro è sempre inutile, poichè non esiste colpa, ma anche incolpare sè stesse è sbagliato, anche permettere che ci sia qualcuno là fuori, a cui attribuire il ruolo del carnefice,con il potere di farci sentire colpevoli o mancanti di qualcosa. Il sentimento trasformato del senso di colpa è quello, per Bach, della piena accettazione di sè e del perdono. Perdonarsi nei momenti in cui non riusciamo più a nutrire il nostro rapporto di Fiamma con la cura e dedizione di cui siamo capaci, perchè abbiamo bisogno, anche noi, in determinate fasi, di ritornare a noi stesse per permetterci di guarire le nostre ferite più profonde, che il nostro maschile, sapientemente, mette in luce. Accettarci nei momenti in cui siamo arrabbiate, stanche, frustrate con il nostro maschile in trasformazione e perdonarsi per non essere sempre capaci di vedere oltre la superficie con cui lui si mostra a noi. Non è tutto sulle tue spalle femminile, stai dando la tua vita per questo percorso, ma la tua vita è la tua ed è nelle tue sole mani. E’ a te all’amore per te che devi fare ritorno, per la felicità di entrambi. Sei chiamata a questa esperienza per evolvere e rinascere in piena luce, ma non è un cammino di santificazione, mortificazione e prostazione. Tu sei la parte Forte del rapporto poichè conosci l’Amore e l’Amore può voler dire anche opporsi a qualcosa che non ritieni giusto e in linea con il tuo sentire profondo. Se questo avviene, non sentirti in colpa, non lo stai abbandonando, ma, proprio per il grande amore che nutri per lui, stai concedendo ad entrambi il tempo per guarire e ripulire gli schemi karmici dannosi per la vostra evoluzione. Come sanno le madri, amore non è passiva accettazione di tutto ciò che arriva da un figlio. I momenti più difficili sono quando devi dire dei”No” fermamente, anche se è più scomodo, anche se fa più male, ma lo stiamo facendo per un bene più grande, i nostri figli hanno bisogno dei nostri No e di sentire che ci sono dei limiti invalicabili. La stessa cosa deve avvenire per il tuo amore più grande e farà male un milione di volte di più, ti si spaccherà l’Anima in due, ma lui saprà poi ringraziarti per essere rimasta fedele a te stessa senza farti calpestare dalla sua parte ego.

Pine in questi momenti disinfetterà l’Anima dal dolore della colpa e potrai vivere le prove difficile che questo percorso mette davanti con maggior serenità e leggerezza, partendo sempre dall’ascolto e dall’accettazione incondizionata di te stessa.

Il senso di colpa intergenerazionale

Oltre a questo facciamo fronte anche al senso di colpa del mondo 3D per non essere donne dentro agli schemi convenzionali, schemi che, peraltro, stanno crollando fuori, ma sono ancora introiettati nel nostro subconscio. Come Divine Femminili in un percorso di Fiamma siamo sicuramente chiamate a incarnare un modello femminile assolutamente “Diverso”, rivoluzionario e anti convenzionale, per questo dobbiamo lottare con le forze opposte, dentro di noi, che vorrebbere richiamarci alla prevedibilità, al fare come tutte prima di noi hanno fatto.

Il senso di colpa inconscio, è anche quello che proviamo nei confronti delle nostre antenate, con la nostra madre storica, con nostra nonna, ecc…Decidere di tagliare i legami karmici che ci legano al Clan di appartanenza, non è cosa da poco. Il nostro Clan è il nostro sangue. La donna incontra il proprio clan di appartanenza con il menarca. Dal giorno del primo sangue, la donna non sarà più la stessa, perchè il sangue, che è memoria, porterà in lei la vita di tutte le antenate del suo lignaggio, che chiedono di essere, attraverso di lei, liberate.

Con il Clan, nutriamo un rapporto di lealtà e fedeltà: scindere i legami con le sue “leggi non scritte” significa aprire le porte al senso di colpa. In ogni famiglia si trasmettono valori, regole, malattie, paure, mancanze che legano il singolo al suo lignaggio, lo imprigionano in vite non sue, ma, allo stesso tempo, lo fanno sentire al sicuro, parte di qualcosa che, seppur malato, è per lo meno noto. Ci si può ritrovare quindi come quell’uccellino in gabbia che, messo di fronte alla porta spalancata della sua prigionia, preferisce restare al riparo dai venti del volo, poichè si è ormai assuefatto alla cattività.

Se l’uccellino decide di spiccare il volo, venti impetuosi cercheranno di portarlo indietro, uno di questi è proprio il senso di colpa che lo vincola al patto di alleanza con il Clan.

Il pino nel mito greco

Nell’antica Grecia il Pino è Attis, figlio di Cibele, la Grande Madre. Nel Mito di Cibele e Attis si inscena una trama antichissima intensamente presente nelle nostre cellule e nella nostra memoria Akashica: il mito della grande Dea che incontra nel figlio il suo sposo e amante. Abbiamo parlato in questo blog della natura triplice dell’antico Dio tantrico e del fatto che la Madre, primigenia creatura bisessuata dell’umanità, genera il figlio dal suo stesso seme e poi si unisce a lui, perchè egli è suo amante e suo Maestro. Ritroviamo lo stesso mito reinterpratato nella figura evangelica del Cristo e delle tre Marie.

In questo mito in cui il Pino è protagonista incontriamo il senso di colpa orignario inflitto alla donna dalla società ellenica dell’Olimpo. In questa civiltà si era già insediato, a seguito del contatto con le popolazioni indeuropee, un pantheon patricentrico con a capo Zeus e il mito di Cibele e Attis viene dunque narrato da questa prospettiva. Attis si ucciderà e si trasformetà in un Pino per fuggire a Cibele, la prima pietra, Madre e Amante cosmica che voleva riunirsi a lui. Ritroviamo quindi qui, in nuce, il primo rifiuto del maschile del suo principio originario creatore, la prima paura del rifiuto del femminile, che dovrà essere superata per continuare a generare, attraverso l’albero, suo figlio, i simboli della loro unione cosmica: la pigna (ghiandola pineale) e la resina (forma di luce condensata in cui si fossilizza la memoria akashica cellulare).

Questo è uno dei miti più intricati e complessi, indecifrabile come un koan, ma che vibra profondamente in noi risvegliando antiche conoscenze.

Come assumere Pine

Consiglio di assumere Pine nella forma di essenza pura (non miscelata ad altri fiori) per almeno tre mesi. Come essenza pura bastano 2/3 gocce sotto la lingua lontano dai pasti principali per almeno 4 volte al giorno.

Con Amore e Gratitudine

Irene Adi Rahimo Conti

La reincarnazione nello stesso corpo

E’ un fenomeno di cui si parla poco, ma sempre più frequente nell’energia della Nuova Era.

Rinascere in vita completamente puliti, limpidi e purificati, significa morire in vita.

Morire in vita non è facile, ma miglialia di persone lo hanno fatto: sono i cosiddetti Maestri, coloro che sono riusciti a bruciare il karma familiare, ascendere alla dimensione che travalica i confini dell’Io storico, stabilizzandosi nella non dualità.

Questa trasformazione così radicale è anticipata dalla NODA (Notte oscura dell’anima), un lento dissolversi delle strutture dell’Io, un graduale abbandono di ciò che prima risultava familiare.

Cosa accade a livello energetico e fisico durante il percorso di reincarnazione nello stesso corpo?

La linea harica del campo energetico viene bruciata.

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Questa linea connette, attraverso il canale del corpo fisico umano, il cielo con la terra, la dimensione sottile con quella fisica. Passa attraverso punti che non vanno confusi con i chakra, poichè sono più profondi e hanno a che fare con il tema dell’incarnazione stessa. Questi punti tengono insieme il corpo fisico, fornendogli un senso di scopo e di stabilità, attraverso “istruzioni” del proprio Piano di Incarnazione (ciò che siamo venuti ad imparare). Quando la linea harica è dritta e luminosa è segno che siamo in perfetta salute e che siamo allineati con il divino: il nostro karma è diventato dharma, il nostro essere qui non ha più lo scopo di liberarci dalle prigioni dell’Io inferiore, ma di metterci a servizio dell’Opera più vasta attraverso il nostro Sè superiore.

Per maggiori approfondimenti sul tema della linea harica: Barbara Brennan

Durante questo processo, inoltre, Il DNA viene attivato dal 30% al 100%, poichè si accede a piani di conoscenza superiori che sono contenuti negli strati del DNA oltre il terzo e che riguardano l’accesso ai nostri registri akashici, l’apprendimento dell’energia di amore-compassione, l’unione con il divino interno, ecc…

Per maggiori approfondimenti: https://www.macrolibrarsi.it/libri/__kryon-i-12-strati-del-dna.php

Quando ha inizio il processo di reincarnazione nello stesso corpo, la vecchia informazione con cui il corpo veniva tenuto insieme grazie alla linea harica si disintegra.

La nostra possibilità di essere tenuti insieme dalla materia è data da un “Patto” che abbiamo fatto prima di incarnarci che riguarda l’apprendimento di determinate lezioni. La linea harica contiene, insieme al DNA, una specie di codice in cui queste informazioni vengono scritte; è un contratto che abbiamo stipulato con il nostro Sè superiore, stabilendo che saremmo venuti sulla terra per sciogliere determinati nodi karmici ed apprendere determinate lezioni, per raggiungere lo scopo di riunirci all’Amore divino onnipervadente. La dissoluzione della linea harica avviene quando questi insegnamenti sono stati appresi. Sempre più persone riescono a soddisfare in vita le richieste del contratto e quindi Anima chiede la formazione di un nuovo “contratto”. E’ così che cominica il lento processo di reincarnazione nello stesso corpo.

Nel corpo si producono disturbi di ogni tipo durante questo percorso. Esso ha perso la sua informazione originaria, il suo “codice”, e quindi non riesce a “tenersi insieme”. Ha inizio un processo di smembramento, una decomposizione delle strutture energetiche profonda, la cosiddetta “nigredo” alchemica. In questa fase il praticante sulla via del risveglio si ritrova assalito dai parassiti energetici: proprio come nel mondo organico, il mondo sottile ha i suoi “spazzini”, noi li temiamo, ci repellono, ma hanno una loro funzione essenziale che è quella di condurre il processo di putrefazione al suo compimento, mangiandosi ciò che non serve più. All’inizio di questa fase siamo preda di emozioni spiacevoli. La nostra parte ombra viene sollecitata. Anche se ci siamo sganciati da determinati schemi emotivi già da tempo, essi tornano, per essere espulsi in via definitiva attraverso le forze parassite. Questa ripulitura provoca dolore, sia fisico che psichico e può durare anni. Ma il praticante sa che è venuto qui per questo scopo e quindi accetta di buon grado e con spirito rassegnatario questa prova del fuoco, attendendo con molta pazienza e fiducia che questo fenomeno faccia il suo corso naturale.

Seppur sia difficile con la mentalità che abbiamo oggi, accettare simili conoscenze, è pur vero che esse erano considerate pane quotidiano nelle società sciamaniche legate alla religione naturale, dove la malattia era sempre considerata una “chiamata” dello spirito, era il risvegliarsi di forze invisibili che comunicano attraverso il sintomo a partire dal piano sottile. Non c’è da stupirsi che la medicina di oggi sia impotente di fronte alla grande maggioranza dei disturbi. E’ errato l’approccio alla malattia. Cambiando questo approccio non esiste malattia che non sia curabile, ma l’unico detentore del potere di guarigione è il paziente stesso, se utilizza il proprio disturbo come Maestro e non come nemico.

Come si conclude il processo di reincarnazione nello stesso corpo?

Molto lentamente la vecchia linea harica viene del tutto dissolta. Ciò significa che il DNA viene modificato. DNA, linea harica e kundalini sono tre facce dello stesso fenomeno. Le strutture karmiche familiari vengono sgretolate, i traumi legati a vite passate visti e risolti, si rinasce così puri e liberi, incontaminati. Abbiamo preso corpo proprio per raggiungere l’obbiettivo dell’incontaminazione, poichè nella dimensione fisica è più facile e rapido raggiungere la piena liberazione. Prendere corpo è un’occasione rara e preziosa per svolgere fino a fondo e completamente questo lavoro. E’ l’unica cosa che dobbiamo fare, in fondo.

Al termine della reincarnazione la linea harica si riforma con nuove istruzioni e torniamo a sentirci radicati e parte del mondo. Durante il processo può capitare di viaggiare in piani astrali per gran parte della giornata e perdere addirittura la connessione con il corpo durante la notte. Questo perchè la nostra identità, la nostra impronta animica è in questo periodo in fase di incubazione sui piani più alti e la nostra coscienza è pertanto sollecitata a connettersi con l’impronta in questi reami superiori. E’ particolarmente frequente, quindi, in questa fase sentirsi “per aria”, fluttuanti in luoghi lontani, disconnessi dal resto della propria famiglia d’anima. Chi torna da questo viaggio, però, torna detenendo importanti conoscenze metafisiche e spirituali che avvengono tramite trasmissione in chiaroconosceza, nel momento in cui la nostra impronta si trova nelle dimensioni astrali. Può insegnare e spiegare concetti metafisici agli altri con più facilità e segue una nuova missione di servizio al fine di aiutare quante più persone possibili a compiere il suo medesimo viaggio.

Con Amore e gratitudine,

Irene Adi Rahimo Conti

Sostieni il percorso di Fiamma Gemella attraverso il lavoro dell’anima

Compiere il lavoro che più ti piace, che ti fa sentire realizzata, al centro di te stessa, è molto importante per riuscire a sostenere il percorso di Fiamma Gemella, che è un percorso in cui energie estremamente potenti sono all’opera.

Soprattutto in quei casi in cui il maschile è ancora inconsapevole della natura del rapporto, fugge o è incastrato in relazione karmiche, la parte femminile ha un urgente bisogno, un’urgente necessità di prendere in mano la propria vita e trasformarla in ciò che ha sempre desiderato.

Arriverà a scoprire che adesso ha il potere per farlo, ha il coraggio, possiede tutti i doni che sono derivati dal sacrificio, dalla dolorosa esperienza della separazione. Il suo amante, che durante la separazione, è sempre presente, anche se invisibile, le sussurra all’orecchio le migliore mosse da compiere, i migliori passi per affrontare gli ostacoli e sempre veglierà su di lei, affiancandola nel percorso verso la sua realizzazione e gioiendo dei suoi successi.

Il Maschile ammira molto il femminile quando esce dalla sua tana, affrontando la paura, l’insicurezza, l’attaccamento, il bisogno, per mettersi al centro di sè stessa. Questo è il suo più grande dono, che supera addirittura il ritorno all’unione fisica, perchè a quel punto il femminile approda in un luogo di intensa pienezza, unita al suo ideale. Da quel luogo la riunione potrà avvenire oppure no, il femminile risvegliato permane comunque sospeso nel suo stato di estasi e immoto piacere a cui si approda facendo esperienza dell’amore puro. La ricerca affannosa della riunione cessa, l’amore è più forte dell’aspettativa, l’amore scioglie le pretese della mente per arrendersi nell’ abbraccio del suo sposo cosmico e da questo luogo al femminile non rimane che ringraziare il suo amante e benedire ogni singola sua mossa, poichè l’ha condotta all’essenza ultima di sè stessa.

L’amore ci ha riportato infine verso noi stesse e ci ha benedetto con la luce pura della sua grazia.

Adesso quell’amore è un incendio che può darsi al mondo, che ci rende coraggiose, vive e instancabili.

Ma la chiave per questa riuscita sta nel cavalcare il proprio giusto veicolo, quello che ci è stato assegnato, e che può avere le sembianze più bizzarre, originali, incomprensibili per la mente ordinaria. E’ un veicolo che va riconosciuto a partire dal fuoco della propria passione, al di fuori della mente, attraverso le lenti della poesia., dell’arte, della musica. Tutte noi ne possediamo uno, può avere le sembianze di un unicorno, di un drago, di una farfalla. Scopri il tuo veicolo ideale cercando tra gli eventi e le immagini della tua vita quelle hanno suscitato in te il pathos più intenso, le emozioni più significative, le fantasie più vivide e meravigliose! E’ proprio lì, in quel luogo di potere e bellezza, che il tuo sposo cosmico vuole condurti. Segui il suo richiamo!

L’anima, una volta risvegliata, può servirsi di questo veicolo (il suo dharma, l’opera dell’anima) per dispensare i suoi benefici, traendo dal suo prodigarsi, dal suo darsi incessante, nutrimento infinito e abbondanza.

Adesso, la mendicante si è trasformata in un Imperatrice e conosce a fondo la natura della sua ricchezza. Il suo potere è stato forgiato al fuoco del’Amore e, pertanto, non può più sbagliarsi. Non può più usare il suo potere per schiacciare gli altri, per manipolare, per competere, per controllare. Ora quel potere è sano, è pulito e può così guarire, risvegliare, vivificare altre anime.

L’unione con la propria missione, con il proprio “dharma” come direbbero i buddisti, il proprio ikigai, come direbbero i Giapponesi, ha infatti a che fare con il portare alla luce i frammenti seppelliti di Anima, in modo che risplendano nella luce della coscienza. Fare questo significa liberarsi dai nodi del Karma, ripulire a fondo il proprio corpo fisico affinchè possa sostenere la luce a cui la Fiamma Gemella lo espone.

La trasparenza e la totale nudità sono prerequisiti necessari in questo percorso, poichè la luce deve arrivare ad attraversarci senza più scontrarsi con nessun ostacolo. Quella luce è, infatti, talmente potente, che se incontra anche una briciola di ego ancora intatta può trasformarsi in un ombra così profonda da distruggerci.

Mano a mano dunque che si abbandonano le ossessioni, il rancore, la pretesa, il bisogno, l’aspettativa e si accede alla propria luce interiore, il discorso cambia. Ci si ritrova molto interessate a raccogliere i frutti che ogni giorno il percorso dipendia per noi e a goderne sempre più in profondità. Il lavoro, l’opera che svolgiamo e attraverso cui ci sentiamo realizzate è uno degli aspetti con cui il nostro sposo si unisce a noi. Gli altri due sono il cammino spirituale e l’unione erotica e amorosa. Quando l’ultimo aspetto non si manifesta nella materia si possono comunque potenziare gli altri due e lasciarsi cadere in essi, per continuare a godere a pieno dell’unione. Perdere energia nel dolore o nella crisi da mancanza è uno spreco incredibile, la perdita di un potenziale che ciascuna fiamma ha e che può essere messo a disposizione rendendoci felici, noi per prime, ed in seguito, rappresentando un enorme, enorme, beneficio per gli altri esseri umani.

Il lavoro dell’anima e il cammino spirituale sono altri modi che la Fiamma conosce per ridurci all’essenza del nostro essere. Cosa c’è dunque che ti smuove? Dov’è che brucia il fuoco della tua passione? Ti emozioni quando cucini, quando scrivi, quando disegni, quando componi musica, quando canti? Segui quel fuoco, segui la chiamata, perchè è lì che il tuo sposo ti attende per riunirsi a te ad ogni istante.

Con amore e gratitudine,

Irene Adi Rahimo Conti