Sostieni il percorso di Fiamma Gemella attraverso il lavoro dell’anima

Compiere il lavoro che più ti piace, che ti fa sentire realizzata, al centro di te stessa, è molto importante per riuscire a sostenere il percorso di Fiamma Gemella, che è un percorso in cui energie estremamente potenti sono all’opera.

Soprattutto in quei casi in cui il maschile è ancora inconsapevole della natura del rapporto, fugge o è incastrato in relazione karmiche, la parte femminile ha un urgente bisogno, un’urgente necessità di prendere in mano la propria vita e trasformarla in ciò che ha sempre desiderato.

Arriverà a scoprire che adesso ha il potere per farlo, ha il coraggio, possiede tutti i doni che sono derivati dal sacrificio, dalla dolorosa esperienza della separazione. Il suo amante, che durante la separazione, è sempre presente, anche se invisibile, le sussurra all’orecchio le migliore mosse da compiere, i migliori passi per affrontare gli ostacoli e sempre veglierà su di lei, affiancandola nel percorso verso la sua realizzazione e gioiendo dei suoi successi.

Il Maschile ammira molto il femminile quando esce dalla sua tana, affrontando la paura, l’insicurezza, l’attaccamento, il bisogno, per mettersi al centro di sè stessa. Questo è il suo più grande dono, che supera addirittura il ritorno all’unione fisica, perchè a quel punto il femminile approda in un luogo di intensa pienezza, unita al suo ideale. Da quel luogo la riunione potrà avvenire oppure no, il femminile risvegliato permane comunque sospeso nel suo stato di estasi e immoto piacere a cui si approda facendo esperienza dell’amore puro. La ricerca affannosa della riunione cessa, l’amore è più forte dell’aspettativa, l’amore scioglie le pretese della mente per arrendersi nell’ abbraccio del suo sposo cosmico e da questo luogo al femminile non rimane che ringraziare il suo amante e benedire ogni singola sua mossa, poichè l’ha condotta all’essenza ultima di sè stessa.

L’amore ci ha riportato infine verso noi stesse e ci ha benedetto con la luce pura della sua grazia.

Adesso quell’amore è un incendio che può darsi al mondo, che ci rende coraggiose, vive e instancabili.

Ma la chiave per questa riuscita sta nel cavalcare il proprio giusto veicolo, quello che ci è stato assegnato, e che può avere le sembianze più bizzarre, originali, incomprensibili per la mente ordinaria. E’ un veicolo che va riconosciuto a partire dal fuoco della propria passione, al di fuori della mente, attraverso le lenti della poesia., dell’arte, della musica. Tutte noi ne possediamo uno, può avere le sembianze di un unicorno, di un drago, di una farfalla. Scopri il tuo veicolo ideale cercando tra gli eventi e le immagini della tua vita quelle hanno suscitato in te il pathos più intenso, le emozioni più significative, le fantasie più vivide e meravigliose! E’ proprio lì, in quel luogo di potere e bellezza, che il tuo sposo cosmico vuole condurti. Segui il suo richiamo!

L’anima, una volta risvegliata, può servirsi di questo veicolo (il suo dharma, l’opera dell’anima) per dispensare i suoi benefici, traendo dal suo prodigarsi, dal suo darsi incessante, nutrimento infinito e abbondanza.

Adesso, la mendicante si è trasformata in un Imperatrice e conosce a fondo la natura della sua ricchezza. Il suo potere è stato forgiato al fuoco del’Amore e, pertanto, non può più sbagliarsi. Non può più usare il suo potere per schiacciare gli altri, per manipolare, per competere, per controllare. Ora quel potere è sano, è pulito e può così guarire, risvegliare, vivificare altre anime.

L’unione con la propria missione, con il proprio “dharma” come direbbero i buddisti, il proprio ikigai, come direbbero i Giapponesi, ha infatti a che fare con il portare alla luce i frammenti seppelliti di Anima, in modo che risplendano nella luce della coscienza. Fare questo significa liberarsi dai nodi del Karma, ripulire a fondo il proprio corpo fisico affinchè possa sostenere la luce a cui la Fiamma Gemella lo espone.

La trasparenza e la totale nudità sono prerequisiti necessari in questo percorso, poichè la luce deve arrivare ad attraversarci senza più scontrarsi con nessun ostacolo. Quella luce è, infatti, talmente potente, che se incontra anche una briciola di ego ancora intatta può trasformarsi in un ombra così profonda da distruggerci.

Mano a mano dunque che si abbandonano le ossessioni, il rancore, la pretesa, il bisogno, l’aspettativa e si accede alla propria luce interiore, il discorso cambia. Ci si ritrova molto interessate a raccogliere i frutti che ogni giorno il percorso dipendia per noi e a goderne sempre più in profondità. Il lavoro, l’opera che svolgiamo e attraverso cui ci sentiamo realizzate è uno degli aspetti con cui il nostro sposo si unisce a noi. Gli altri due sono il cammino spirituale e l’unione erotica e amorosa. Quando l’ultimo aspetto non si manifesta nella materia si possono comunque potenziare gli altri due e lasciarsi cadere in essi, per continuare a godere a pieno dell’unione. Perdere energia nel dolore o nella crisi da mancanza è uno spreco incredibile, la perdita di un potenziale che ciascuna fiamma ha e che può essere messo a disposizione rendendoci felici, noi per prime, ed in seguito, rappresentando un enorme, enorme, beneficio per gli altri esseri umani.

Il lavoro dell’anima e il cammino spirituale sono altri modi che la Fiamma conosce per ridurci all’essenza del nostro essere. Cosa c’è dunque che ti smuove? Dov’è che brucia il fuoco della tua passione? Ti emozioni quando cucini, quando scrivi, quando disegni, quando componi musica, quando canti? Segui quel fuoco, segui la chiamata, perchè è lì che il tuo sposo ti attende per riunirsi a te ad ogni istante.

Con amore e gratitudine,

Irene Adi Rahimo Conti

Perché andare verso l’amore ti conduce alla padronanza

Cerchi intensamente l’amore vero nel corso della tua vita ed esso ha assunto, nel corso del tempo, diversi volti. Sei passato e passata dall’amore verso tuo Padre e tua Madre, da quello per il tuo compagno di banco delle elementari, a quello per l’ insegnante, fino all’amore per il fidanzato/a, compagno/a, marito/moglie.

Tutti questi amori, se li guardi bene, ti hanno suggerito qualcosa di te. Hai visto in tutti questi Partner dei potenziali di ciò che tu desideravi diventare. L’amore ti ha, ogni volta, chiamato a sperimentare questi aspetti potenziali, ancora lasciati nell’ombra, apprendendo nuove lezioni, aggiungendo un frammento in più di te al grande arazzo che è il magnifico e glorioso disegno della tua anima.

Certo, poi ci sono stati e ci sono gli incontri e scontri con quei lati di te, visti nell’altro, che proprio non ti piacciono e si sperimentano difficoltà di ogni genere dovute alla mente che si infiltra nell’esperienza poetica e assoluta dell’Amore per togliergli potere, per insinuare il dubbio, la paura, la negazione.

Ciò che infatti è l’Amore terrorizza la mente e più l’esperienza d’Amore sarà autentica, intensa e magnetica, più la parte dell’ego, che è la Mente, cadrà nel panico e cercherà in tutti i modi di ingabbiarla, controllarla, misurarla, così quell’Amore che può sopravvivere solo nella libertà dell’Anima, viene soffocato e muore.

Pertanto, per rimanere innamorati, per far sopravvivere l’estasi dell’amore puro è necessario accogliere la chiamata al risveglio. E’ necessario trasmutare il proprio corpo-ego fino in fondo, fino a che esso non si mostri ai nostri occhi per ciò che realmente è: luce.

Tutte le relazioni, eccetto pochissime eccezioni, si basano sul controllo e la paura. Si basano sul bisogno di conferme, sulla dipendenza, sul mutuo aiuto, sul dovere.

Certo, queste relazioni fanno stare bene, apparentemente, poiché forniscono sicurezza, protezione, un senso di appagamento per l’ego che si crogiolerà nelle attenzioni e nel complimento dell’altro, ma, alla lunga, ci si accorgerà che quella fragranza originaria è andata perduta, perché abbiamo chiuso in una gabbia il più sacro e meraviglioso uccello del paradiso.

Permanere nella condizione dell’amore puro, significa non accettare alcuna barriera imposta dalla mente, sperimentare tutte le paure legate all’abbandono, al tradimento, alla solitudine, percependole come le altre facce illusorie di un Amore che nessuno ci potrà mai togliere perché è il fondamento, la quintessenza stessa, della nostra anima.

L’Amore, dunque, ha il potere di scarnificare tutto ciò che non è quintessenziale. Scarnifica il tuo stesso corpo, la tua stessa mente, e nel farlo, libera e ibera ancora. Un amore impossibile, osteggiato, in cui non veniamo o non ci sentiamo corrisposte/i è uno dei motori più potenti di risveglio, per bruciare ciò che non è essenziale e aprire nuove possibilità oltre l’ego, oltre la mente.

L’Amore è un’esperienza che può accadere solo nel momento presente. Non esiste in realtà uno svolgimento diacronico dell’esperienza erotica, poiché essa, proprio come il Mito, la Poesia, l’Arte, accade sempre e non accade mai. E’ un’esperienza di unione con il presente e dunque accade solo al di fuori dalla mente.

Permanere nello stato d’Amore puro, indipendente dalla presenza o meno di un oggetto della relazione con cui condividere questo stato di stillness, come direbbero gli americani, o di “quiete accesa” come direbbe il nostro Ungaretti, significa aver travalicato i confini dell’Io individuale ed essersi riuniti con la Shakti, il potere creativo cosmico, universale.

In questo stato di piacere immoto, o orgasmo cosmico, siamo davvero liberi dalle illusioni della mente. Dal dolore della mancanza, dal conflitto, dall’illusione della separazione e dall’attaccamento.

Ciò che è diviso non è mai separato, ma, nello stato di attenzione cosciente, sempre si manifesta come sacra Unità.

Reintegrare le polarità opposte in unità è, in una continua danza a spirale, una ricerca del Sacro Graal, un processo alchemico in cui il nostro corpo è protagonista.

Si disintegra la materia per riportarla alla luce, dalla luce ci si riunisce alla materia per atto di puro amore.

Si percorrono queste strade più e più volte, si muore più volte e più volte, fino a conoscere la luce della nascita.

Con amore e gratitudine

Irene Adhi Rahimo Conti

Cosa il tuo DM ama di te. Cosa non ama di te. Guarire il femminile profondo.

Questo titolo può essere facilmente tradotto in un linguaggio più reale: Cosa Anima Unica ama di te e cosa non ama di te?

Si perchè quando parliamo di DM non parliamo di Luca, Giovanni o Claudio e di cosa possa piacere alla personalità di Luca, Giovanni e Claudio. Parliamo di cosa piace e non piace alla lora anima, che è la vostra.

L’Anima non può mai mentirti e non può essere raggirata da seduzioni e tentativi di adulazione. Non funziona così in questo percorso, per questo il classico “amore manipalotorio” del femminile non realizzato, proprio non funziona.

Perchè il femminile non realizzato ha bisogno di manipolare e tessere subdolamente una tela intorno al proprio maschile per farlo suo?

Insomma, nel percorso FG siamo di fronte a un capovolgimento di quello a cui siamo abituate, non è vero? Siamo abituate ad essere rincorse e conquistate e ci troviamo nella posizione in cui veniamo ignorate, svilite, allontanate, proprio questa volta in cui sentiamo con sicurezza di aver trovato il nostro vero amore.

Il percorso FG mette in luce tutte le distorsioni del rapporto maschile-femminile che si sono sedimentate nel nostro DNA individuale e collettivo. C’è un vero e proprio corredo genetico in noi che ci dice come comportarci, come agire e reagire. Siamo tutte sedute sulle spalle di giganti che sono la nostra stirpe, genia di antenate che sempre, dai tempi dei tempi, hanno conosciuto un solo ed unico linguaggio per amare.

Il maschio nell’universo della genetica che è incorporato in noi viene manipolato, circuito, posseduto e poi castrato per una semplice ragione antropologica: il femminile che mette al mondo la propria prole per secoli e secoli non ha avuto gli strumenti per sopravvivere in indipendenza e autonomia senza il proprio maschio. La gelosia, il possesso, l’arma della seduzione erano necessarie alla stessa sopravvivenza del genere femminile e della sua progenie. La femmina (con la prole piccola o in cinta) era DIPENDENTE dal maschio per , nutrirsi, coprirsi, proteggersi dalle bestie selvatiche e dal freddo e per sostenere la prole.

Questo almeno a partire da quel periodo storico in cui il sistemo etero monogamico si è stabilito e si è creata la famiglia nucleare che girava intorno al capofamiglia.

Da parte sua, l’uomo, in cambio della sua protezione chiede alla donna la sua fedeltà sessuale (matrimonio) poichè solo così è in grado di assicurare a sè stesso la sicurezza di trasemettere il proprio corredo genetico alla sua discendenza.
Il genere umano non differisce più tanto da una specie animale di cui l’etologo studia il comportamento, il sistema di accoppiamento e di organizzazione.

La razza umana è stata anch’essa soggetta, per lunghissimo tempo alle leggi della natura e della biologia, al mondo dell’animalità. Tutto questo vive ancora in noi, nelle nostre cellule, nei nostri geni.

Pensate a quando arriva un forte temporale e voi provate un senso di minaccia e di paura. Eppure siete al sicuro dentro le vostre case. Quella è una paura atavica inscritta in noi, nella nostra parte più naturale e istintiva.

Le nostre emozioni sono figlie di un passato che non esiste più ma che continua a scorrerci nel sangue.

Il femminile ha profondamente radicata in sè stessa la convinzione di non poter sopravvivere senza il maschile. Questo è falso. E’ una paura atavica assurda come quella dei temporali, ma vedere questo non ci autorizza a diventare delle acide stronze che “io nella vita faccio tutto da sola e non mi appoggio più a nessuno”. Perchè a chi giova questo?

E’ possibile essere in grado di amare senza chiedere al nostro maschile di costruirci una capanna per ripararci dalla pioggia, portarci la preda cacciata per cena e vegliare all’entrata di casa mentre noi allattiamo? Sì è possibile, grazie a Dio e alla tecnologia abbiamo tutti i mezzi per vivere con agio e serenità senza dipendere dall’esterno. Potremmo anche avere figli da sole e occuparci della loro e nostra sussitenza in completa autonomia se lo volessimo. Eppure continuiamo nel profondo del nostro inconscio a sentirci bisognose e quel bisogno lo chiamiamo amore, ma è solo genetica. Un semplice codice inscritto nel DNA che ci fa provare paura per i temporali e per la solitudine.

Ma, fortunatamente, avete trovato un DM, che è voi, la vostra Anima, e che ride e si fa beffa di questo bisogno.

Io non credo che Luca, Giovanni e Claudio siano tutti stì grandi illuminati che ci mostrano la strada da seguire e che quindi sono dei Maestri di Vita, credo che siano normali essere umani persi in questo mondo proprio come noi, ma che hanno al fortuna/sfortuna di condividere con noi la loro stessa anima e che quindi tutto ciò che loro fanno o dicono, siamo noi stesse che lo facciamo e diciamo a noi stesse. Molto semplicemente Anima Unica si avvarrà di ogni mezzo per far cadere la biologica, di modo che permanga questo amore nuovo, che non chiede, non mendica, facendo emergere uomini e donne del tutto nuovi e liberi dalla paura.

Quindi quando ti chiedi cosa piace di te al tuo DM, chiedi alla tua stessa Anima cosa ama di te. Certamente Anima vuole vederti libera e in grado di amare senza porre condizioni o contratti di scambio. Tuttò ciò che alleccornisce Ego (sicurezza, contratto, legame) è per Anima un veleno.

Anima vuole vederti FELICE mentre fai quello che ti piace e ti senti entusiasta e gioiosa nel donarlo al mondo.

Anima vuole vedere che ti piaci, che ti ami così come sei, senza che ci sia nessuno a dover costruire per te la tua autostima e ad utilizzarla come una merce di scambio.

Anima vuole che resti indipendente, ma che, nello stesso tempo, non ti dimentichi della tua capacità di amare, di darti, e che non fai del tuo amore una gabbia, una prigione di paura.

Vedi? Sembra impossibile che il tuo DM non cada nelle tue sottili trappole da genetica femminile. Come può essere immune dal tuo potere ipnotico, dal tuo canto? Può perchè è la tua stessa Anima a volere per te la tua felicità e non la bugia dell’EGO e della manipolazione. Pertanto non è lui che blocca, scappa, si nasconde, è Anima che ti mostra quali circuiti in te vanno ripristinati dal profondo dell’era paleozoica per vedervi rinascere nello splendore della vostra unica luce.

Fiamme gemelle e Tantra: un cammino di Amore Sacro

E’ stato già spesso messo in luce, come la coppia di Fiamme Gemelle ricalchi gli antichi miti e archetipi del matrimonio mistico e della coppia Tantrica.

L’evoluzione del percorso di Fiamma, porta molti a sentire di abbandonare la vecchia qualità del sesso per affacciarsi ad un modo di percepirlo del tutto nuovo.

Alla base del tantrismo vi è l’idea che, con l’attivazione del percorso di risveglio spirituale, la kundalini, che è un’energia divina, il primo principio di manifestazione terrena, cominci a “salire” sulla spina dorsale del praticante, entrando in relazione, piano piano, con tutti i centri energetici (o chakra), qui presenti. Il risveglio avviene quando la kundalini, attraversato tutto il corpo, esce dalla testa in una fontana di luce: qui si ha il compimento dell’illuminazione e il praticante entra nello stato di “piacere immoto” o “orgasmo cosmico”, vivendo l’estasi permanente, stabile e imperitura che scaturisce dall’unione con il divino.

Le coppie di Fiamme Gemelle ripercorrono la strada della coppia Tantrica.

In cosa si trasforma l’energia del divino femminile quando si sublima nell’unione tantrica?

Sel sentiero dell’unione tantrica il sacro femminile trasforma la passione e il desiderio sessuale in Creatività, il sacro maschile in piacere immoto e assenza di sforzo.

Una volta incontrato l’amato divino, molte donne sul sentiero della Shakti si rendono conto che non basta il desiderio ardente, non basta essere follemente innamorate: è necessario dare avvio ad un processo di trasformazione interna per divenire il vaso che può contenere la visione che emerge, il vaso che può essere l’Amata dell’Amato. Il desiderio del divino maschile, significa divenire divinità femminile incarnata. Sappiano che fino a che questo non accade il maschile stesso non potrà nascere alla sua natura divina ed entrare con noi nel Regno del divino, nell’estasi mistica, nel piacere immoto. Il divino maschile ha bisogno del suo canale, di un utero eterico che lo riporti alla carne: ha bisogno della Shakti.

Non è solo la creatura ad amare Dio, ma è anche Dio ad essere innamorato della sua creatura.

La Shakti è l’energia femminile creativa per eccelleza, è un potere creativo immenso, senza limiti, nè confini. Accompagnarsi a Shakti significa per una donna divenire partoriente del tempo, cioè battere il tempo attraverso la creazione, partorire ad ogni istante: entrare nell’attimo. La donna risvegliata, a differenza del maschio, ha un compito: quello di dare se stessa senza più limiti, confini, intralci dovuti al condizionamento sociale.

Fin da piccola la donna è repressa nella sua energia Shakti dalle stesse donne, matriarche di famiglie. Le madri e le nonne, hanno avuto paura di esprimere la propria Shakti e di conseguenza trasmettono, inconsciamente, alle discendenti la stessa paura che suona più o meno “Stai ferma lì, per carità, o ti farai male!”. La femmina cresce quindi ingessata in gonnelline di pizzo e abitini che le impediscono fin dalla prima infanzia il movimento libero e spontaneo. Muoversi, ballare, scatenarsi, non avere freni, urlare a squarcia gola, piangere, arrabbiarsi, godere del piacere del corpo, tutte manifestazioni della natura della Shakti, sono soppresse. La bambina “sente” che così non si fa, che le sarà tolta l’approvazione sociale e che verrà isolata dal suo clan se osa manifestare la propria energia divina naturale.

Quando sarà adolescente e poi adulta la bambina comincerà a manifestare i segni di quella repressione con instabilità dell’umore, irritabilità, depressione, noia, assenza di vitalità e di desiderio sessuale, paura e paralisi dovuta a clichè sociali. Una Shakti repressa e ignorata si esprime infatti così per tormentare la donna, si esprime lanciando le sue demonesse peggiori che gettano la donna nell’infelicità solo per incitarla a ribellarsi ed entrare nel suo potere creativo. Per questo l’innamoramento passionale è così necessario: l’incontro con l’amante divino, con il vero amore, con lo Shiva incarnato, porta la Shakti a risvegliarsi, porta la donna ad esplorare territori ignoti per quell’unico sogno di amore e unità, che lei sente ardere nel proprio cuore.

Qui però spesso la donna ricade nel tormento e nell’oblio: non accetta la chiamata del suo Shiva. Ripercorrendo i vecchi clichè trasmessi a livello transegenrazionale, la donna cede il suo potere al maschio e cade vittima dell’impotenza, così quell’impetuoso vento creativo che era sorto attraverso la chiamata erotica, si trasforma in paura. Una paura che lega, paralizza sè stessa al suo sposo, generando dipendenza e facendo cadere la coppia di innamorati nell’invischiante mente del mondo che, come la tela di un ragno, lega sempre più chi tenta di fuggire dalle sue maglie. L’amore cade così nell’oblio del tempo e perde il suo potenziale di risveglio. La riproduzione biologica assunta come unico fine della coppia di sposi è la finale ecatombe del vero potere creativo e della vera realizzionè del sè unico e fa sì che la ruota del karma si ri-azioni per un altro giro, fino a che arriverà un discendente talmente forte e motivato da spezzare la catena.

L’incontro con la Fiamma Gemella costringe, però, la donna ad un sentiero diverso. Il grande occhio che tutto vede e sa, e che è il vero regista dietro al teatro che si dispiega nella relazione con la controparte animica, non permetterà che si ricalchino i vecchi schemi. Shiva chiederà delle prove forti alla sua Shakti per vedere se può riconoscerla: le chiederà indipendenza e coraggio e lui, da parte sua, le prometterà, di non trasformarsi mai in uno zerbino, ma di lottare fino in fondo per preservare la propria libertà e selvatichezza (che è ciò che terrà la sua Shakti legata a lui). Shiva resterà sempre infatti un mistero insonabile per la sua amata, un rebus, qualcosa che la Shakti non riuscirà a comprendere mai fino in fondo, mancherà sempre un tassello, un pezzetto perchè la mente di lei non possa afferrarlo, contenerlo e decifrarlo completamente. In questo modo, in questo spazio lasciato vuoto, la Shakti potrà essere impeganta nel suo canto di creazione che è il motivo della sua presenza su questo piano di manifestazione e di esistenza: fluire in una creatività infinita, libera, ispirata senza altro scopo che il donare e il donarsi, omaggiando il suo sposo, il suo amante divino che c’è e non c’è, appare e scompare, come il balenio di un lampo che in un solo colpo, in un solo momento, rivela sè stesso nel suo fulgore per poi tornare a far parte del regno invisibile, così che lei possa sognarlo, immaginarlo, crearlo, per poi amarlo ancora, aiutandolo a manifestarsi.

Lo spazio d’amore vuoto (assenza di legame di dipendenza-attaccamento) lasciato dal Divino maschile alla sua Shakti è la tela bianca su cui lei si manifesta attraverso la creatività infinita.

Come sempre, la donna apre il cammino, la donna getta le basi del tempio e agisce sola e insieme al suo sposo (è infatti da lui guidata nell’ispirazione). Shiva, aspetta che lei sia pronta, poichè fino a quel momento, gli è impossible compiere la sua azione nel mondo. Solo se il canale di manifestazione è aperto e libero, Shiva può tornare sulla terra e farle dono del suo canto.

Il Tantra è il sentiero dell’illuminazione che si serve del vero amore erotico passionale per raggiungere la comunione con il divino. Chiunque si trovi sul percorso di Fiamme Gemelle si trova a percorrere questo antico, quanto mai attuale, cammino, l’unico che riporta al centro la forza dell’erotismo femminile e ne fa via di trasformazione e di manifestazione del divino maschile nel mondo.

Che possiate tutte divenire sagge, indomite praticanti del sentiero sacro, come infaticabili amanti ridestatevi al potere dell’infinita creazione, in onore e per amore del vostro eterno sposo!

Con amore e gratitutidine,

Irene Adi Rahimo Conti

>Ho scritto quest’articolo traendo ispirazione dal libro di Sally Hempton “Il risveglio dello Shakti”

Manifesta il DM in 3D

Il DM nasce in te, sei tu a portarlo a luce. Lui non sa chi è, sarai tu a rivelargli la sua vera, nuova identità. Lui aspetta te per fare questo passaggio. Non devi aspettare che il cambiamento avvenga da lui. Ciò non accadrà. Sarai tu a plasmarlo a nuova vita e questa volta non partorirai in modo fisico, biologico. Sarà una nascita alla luce quella che darai al tuo DM. Lui ha fecondato il tuo cuore. Il tuo cuore è gravido ed è pronto per partorire lui. Sei sua madre, amante e maestra. Così come lui è tuo padre, amante e Maestro. Ricordate il mito della trinità cristiana? Il padre è nel cielo (in 5D), la donna lo manifesta in terra. E’ compito del femminile portare il suo Dio in terra. Dargli carne. In fondo sappiamo che Maria Maddalena e Gesù erano una coppia mistica di Fiamme Gemelle e che Maria Maddalena, Maria Madre di Gesù e Maria di Cleofa (le tre Marie), ricalcano l’antico mito della Triplice Dea in veste di Madre, Giovane e Vegliarda.

Come avviene l’incarnazione? Perchè qui di questo stiamo parlando. Tutte noi sappiamo, quando ci uniamo al nostro DM in 5D che tipo di immagine abbiamo di fronte. Che tipo di luce, bellezza, possenza emana dalla sua figura. Il DM riluce di meravigliosa grazia esattamente come voi quando entrate in quel regno con lui. E sappiamo come, proprio ora, mentre state leggendo, voi siete già in quel regno con lui, siete già una sola cosa con lui e brillate di quella luce. Quell’immagine che avete di lui in quella dimensione, proprio quell’immagine esatta, va portata sulla terra per dare compimento alla sua incarnazione.

E dovete farlo voi che siete Madri in un senso diverso, del tutto nuovo. Siete madri del cielo in terra, come si diceva una volta. Ora, un pò meno aulicamente, diciamo 5D e 3D.

Immaginare lui, parlare con lui, vivere con lui nella vostra immaginazione come se qui, sulla terra, fosse già incarnato nel suo pieno risveglio è il mezzo.

Non si tratta di una semplice tecnica che “se lo faccio per tutto il giorno allora accadrà”. Non va fatto in modo strumentale, per ottenre qualcosa in cambio. Va fatto senza attaccamento, avendo come unica guida il cuore.

Il vostro cuore e la vostra mente si uniscono per la creazione. Ogni volta che immaginate lui nel vostro quotidiano, un pezzo di cielo cade sulla terra. L’immaginazione accompaganta da una grande emozione di amore, sempre, si trasforma in realtà. Trasformate in realtà il vostro sogno più grande. Perchè siete maghe (imago=immagine) e madri di luce. Questo lui aspetta e non può farlo da solo, perchè il maschile sacro per incarnarsi ha bisogno di un canale: il femminile sacro. Voi siete in grado di dare vita a voi stesse, vi autocreate e autogenerate dal vuoto infinito e pieno di infinite possibilità come instancabili e infaticabili amanti.

Lui nasce dove tu vivi, respiri, sogni. Nasce dal tuo stesso essere, si materializza e cristalizza nel corpo per mezzo del tuo amore. Dai vita al tuo DM, usa la tua immaginazione e i tuoi più grandi sogni di felicità come il più potente canale per la realizzazione dell’Unità.

Con amore,

Irene Adi Rahimo Conti