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Appartengo a quella categoria di persone che fin dalla primissima infanzia, intuiscono lo scorrere di una vita diversa, più densa, vera e profonda, sotto la superficie della vita che “si vede”.  Il contatto con il mondo invisibile è per me sempre stato il contatto con il mondo onirico, il mondo del gioco e dell’immaginazione, il mondo della poesia. In questo mondo, tutto interiore, in cui per molti anni mi sono rifugiata, ho tessuto, giorno dopo giorno le immagini delle mia vita, che si sono poi, nel corso del tempo una dopo l’altra, materializzate.  Il mio sogno ha preso forma e corpo, in immagini molteplici che sono arrivate a me al momento giusto, quando la mia anima è stata pronta per riceverle.

All’età di 21 anni ho avuto la mia profonda esperienza di connessione con questo flusso di immagini che scorrono sotto la “vita che si vede”, ho appreso, molto tempo dopo, che questa esperienza prende il nome di samadhi, un’esperienza difficile da rendere a parole, ma da cui ci si risveglia cambiati per sempre. E’ stato un momento di durata indefinita in cui la mia visione triplice si è aperta. Vedere con il terzo occhio è come entrare in un altro mondo, un’altra realtà, che è sempre presente in ogni istante, ma che noi, imprigionati nel sistema della dualità, non riusciamo a percepire.  Ciò che trasmette questa seconda realtà è un profondo senso di unione con il divino, è l’attimo in cui l’Universo si svela per ciò che è: un Sacro Gioco. In quel momento si perdono i confini dell’Io separato e si sperimenta l’intimo legame con il Tutto, che è un legame d’Amore.

Tornare ai miei studi universitari dopo questa esperienza è stato difficile. Avevo voglia di urlare al mondo quello che avevo scoperto, ma non avevo nè le parole, nè gli strumenti per farlo. Si dice che chi fa quest’esperienza unica e meravigliosa, poi passa tutta la vita a volerla spiegare agli altri. Il fatto è che non si può spiegare; in tutto ciò che ho fatto dopo  ho potuto lasciare solo il profumo di quell’esperienza che mi accompagna sempre come un voto indissolubile di fede e amore.

Nonostante studiare da un’ottica materialista l’antropologia in un università italiana, è stato per me una grande forzatura, ho riguadagnato il legame con l’anima grazie alla mia tesi di laurea “Verso la fondazione di un uomo intero” in cui ho parlato della necessità di ricucire la dimensione tra mente e corpo, tra spirito e materia, portando ad esempio numerosi casistiche di culture native in cui, attraverso il legame con il sacro, l’essere umano riesce a vivere in una dimensione di “ecologia profonda”, in un sistema di perfetta omeostasi con il proprio corpo, l’ambiente naturale e la dimensione dell’invisibile.

Tra momenti di “caduta” dentro alla voce del Mondo, e di “ri uscita” attraverso le esperienze, gli incontri, gli eventi che mi sono accaduti, sono arrivata alla mia ricerca di tesi specialistica chiamata “Da Bateson al Qubit: per un’epistemologia della complessità”. Anche se è stato difficile ho trovato  dentro alla marea di falsa conoscenza che mi veniva propinata, qualche diamante in grado di accendere la mia passione, perchè mi riportava al mio patto d’amore, alla mia esperienza di unità. Una di queste conoscenze è sicuramente nascosta negli studi sulla complessità, nell’espistemologia, nell’ecologia della mente, nelle teorie del caos,  in autori come Gregory Bateson, Fritjoff Capra, Heisenberg, Antonio Damasio, Prigogine, ecc…

Tuttavia, seppur affascinante, la conoscenza del mondo accademico non è libera, poichè ancora fondata su una visione patricentrica della realtà, una visione che separa Logos ed Eros e che dunque, almeno per me, non è vera conoscenza, ma semplice masturbazione mentale: una mente che, senza posa, guarda e indaga sè stessa. La vera conoscenza è  fuori dalla mente e per uscire dalla mente è necessario avvalersi di Eros, di Thanatos, di Kali e di Dioniso, tutte divinità scomode per il composto mondo accademico, da cui ho dunque sentito di volermi allontare. Ho trovato più conoscenza nelle mani sciupate di un’anziana che intrecciava cesti di vimini che nelle parole vuote di accademici boriosi che parlano senza fare.

Così è cominciata l’avventura di Fisica della Conoscenza e così è iniziato il mio percorso di risveglio.

Dopo il mio samadhi si era aperta un’altra strada per me, in un’altro luogo, una città straniera, Barcellona, da cui ero stata fortemente chiamata. Ma in concomitanza con questo trasferimento era iniziato anche il mio processo di risveglio, che però non riconoscevo come tale, poichè non ne avevo mai letto niente. I sintomi che cominciai a provare mi spaventarono molto e tornai a casa dove, a poco a poco, ripresi la mia vita e i mie studi.

Dopo 10 anni i sintomi tornarono. Avevo appena lanciato “Fisica della Coscienza” e avevo inziato a tenere gruppi di evoluzione di coscienza. Il mio percorso di risveglio è stato lungo e travagliato.

Nel periodo in cui è cominciato il processo avevo fatto un sogno, il secondo sogno più importante della mia vita: camminavo sulla strada che mi portava a casa, ma questa era cosparsa di topi morti, i cui cadaveri venivano mangiati da corvi neri. Provavo grande turbamento. Decidevo così di sviare dal percorso e mi trovavo accanto a una vecchia cadillac. Lì c’era un’amica che mi diceva “Vieni, dobbiamo partire per il deserto”.

Quel sogno è stato altamente profetico ed ha segnato l’inizio della mia morte dell’anima. Ho veramente attraversato un deserto interiore senza fine e ho abbandonato tutto quello che conoscevo per compiere questo viaggio.

Pochi mesi dopo questo sogno mi sono separata dalla compagna con cui convivevo da 8 anni e, ho conosciuto, pochi mesi dopo ,la mia Fiamma Gemella. Si sono quindi incontrati questi due percorsi: chiamata al risveglio e percorso di Fiamma Gemella.

Sono consapevole che il mio amore, la mia Fiamma Gemella, la persona grazie a cui la mia vita è sbocciata a pieno, sia stata un grandissimo acelleratore del mio risveglio. Ma con lei ho attraversato anche le notti più buie e terrifiche della mia vita. Le sensazioni che avevo provato a Barcellona anni prima, tornarono. Questa volta però, avevo la chiave di trasformazione: in quei dieci anni avevo studiato, letto e praticato molto. Conoscevo grazie ai video di una grande mentore Cristina Lopes, i sintomi e tempi del risveglio. Conoscevo, grazie a un altro grande mentore Mario Quaranta, le dinamiche di un rapporto di Fiamma Gemella. Selene Calloni Williams, invece, mi aveva trasmesso un’iniziazione molto importante per materiliazzare il mio ideale in questo mondo. Avevo tutte le tessere del puzzle, era necessario solo che si assemblassero.

Un anno dopo il nostro primo incontro, io e la mia controparte animica, abbiamo vissuto lo straordinario miracolo della Riunione fisica su questo piano terrestre. Il primo anno della nostra unione è stato molto difficile, siamo cadute e ci siamo rialzate un’ infinita moltitudine di volte. Solo chi ha avuto accesso a questo percorso può capire di cosa parlo. Non abbiamo idea di quanto profonde siano le nostre ferite e di quanto siamo diventati abili e sclatri nel nascondercele per sopravvivere. Tutte quelle ferite hanno creato una maschera che genera nella controparte animica un grande dolore. La tua anima, che è la tua Fiamma Gemella, conosce ogni frammento di te, è la sola che può vedere la tua luce dietro alla corazza, è la sola che può sciogliere il tuo ego e può farlo così in profondità che ti sembrerà di morire, una infinita miriade di volte.

Raggiungere la mia piena e stabile unione armonisoa è il mio intento per questa vita che va di pari passo con la realizzazione della mia missione d’anima.

Come tutti noi sono qui soprattutto per imparare e per mettermi a servizio dell’Amore, il ponte di unione tra umano e divino.

Se vorrai potrai ricevere la mia guida per scalare le vette di te stessa/o. La paura dell’altezza è sconfinata, ma la visione di cui potrai godere una volta raggiunta la cima è di incommensurabile valore. Ti auguro di aprire la tua visione interiore e di fare del dialogo con l’anima il canto della tua vita!

Con amore e gratitudine,

Irene Adi Rahimo Conti