Sul coraggio

Il coraggio è la cosa più importante che ho a disposizione per fare quello che faccio, che è essenzialmente provare a creare qualcosa che sia specchio fedele di me stessa e del mio modo sentire.

A volte fare quello che faccio è una vera e propria necessità, nel senso dell’ananke greca, una divinità primigenia e antica a cui nemmeno gli dei potevano sottrarsi. Ananke è abbastanza severa e spietata e a volte ti forza a fare quello che devi fare e non ti lascia in pace fino a che non lo hai fatto. Avete presente la sensazione? Non è una bella cosa, ma ti aiuta davvero molto a sviluppare il coraggio.

courage

Il coraggio, credo nessuno se lo trovi lì per diritto di nascita. Tutti in qualche modo ce lo dobbiamo costruire piano piano nel corso della vita. Il coraggio per me non è una cosa attiva o eroica, ma una cosa passiva, nel senso che me lo costruisco a partire dalla paura. Per questo, un elemento fondamentale del mio coraggio, è l’attesa: agisco quando mi sento pronta, ma non prontissima, mi forzo, ma al punto giusto, cerco di andare oltre i miei limiti, ma mi rispetto. Rispetto le mie giornate no e le mie parti più deboli e vulnerabili, cerco di accudirle come posso, ma poi faccio come si fa con un bimbo che ha paura a tirarsi in acqua, a un certo punto lo si immerge almeno fino a metà, perchè l’acqua all’inizio è gelida, ma poi ci si sta da Dio.

Si ha la sensazione di vivere sul limite, di camminare su una corda o di zampettare sui carboni ardenti, però è in questo orlo che ci si misura, pelle a pelle, con la paura, è solo in questo modo che la paura si trasforma, fino a che capisci che è la tua alleata migliore e inizi perfino a volerle bene.

In quante avventure la paura mi ha accompagnata come una fedele compagna e se ce l’hai in fondo vuol solo dire che sei vivo e stai facendo la cosa giusta, la cosa che vuoi.

Ananke la necessità, il destino, la forza, non è mica una dea facile…ma è una dea giusta e, in fondo, la maggior parte degli dei  sono così: dei cazzuti rompiballe! Nel giusto e nel necessario non sempre c’è lo stare bene, comodi comodi, e con il pigiama addosso, nel giusto ci può essere benissimo il cagarsi sotto e perdere intere notti di sonno. Ci sono dei e dee che sono dei tormenti, ti stuzzicano, ti irritano, fino a che non ti dai una smossa e non ti butti nell’acqua ghiacciata.

Siamo come pesci che sguazzano senza posa sospinti dalle correnti fredde e se ci spiaggiamo sulla riva come grasse e pasciutissime foche, vuol dire, probabilmente, che siamo morti. 🙂

courage dear heart

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Il Conflitto esteriore e quello interiore condividono una realtà multidimensionale

Non siamo estranei all’utilizzo di terminologie marziali nell’ambito della crescita spirituale.

Nel Giappone antico il Confucianesimo  e il  Buddhismo confluivano nell’insegnamento delle arti marziali e così nella Cina taoista.

Dall’Oriente arriva un modo di guardare all’addestramento militare opposto a quello sviluppato in Occidente.

In Occidente la lotta è sempre contro un avversario, in Oriente l’avversario è interno. Se davanti a me c’è un nemico significa che anche dentro di me c’è un nemico. Sconfiggere il nemico fuori significa far fronte al nemico interiore.

 

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Quando ci si avvicina ad un testo come l’I-Ching si possono certamente notare le caratteristiche anacronistiche di molti passaggi, ma nonostante la sua contestualizzazione storica l’I-Ching sembra tutt’ora parlarci ad un livello profondo.

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10 Malattie Spiritualmente Trasmissibili – di Mariana Caplan

C’è una giungla là fuori e questo è vero per la vita spirituale non meno che per ogni altro aspetto della vita. Crediamo davvero che una persona, per il semplice fatto di aver fatto meditazione per cinque anni, o aver fatto 10 anni di pratiche yoga, sarà meno nevrotica di un’altra? Nel migliore dei casi sarà un pò più consapevole di esserlo. Giusto un pò.

E’ per questo che ho speso gli ultimi 15 anni della mia vita facendo ricerche e scrivendo libri sulla coltivazione del discernimento nel percorso spirituale. […]

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Dopo aver conosciuto centinaia di insegnanti spirituali e migliaia di praticanti attravero il mio lavoro e i viaggi, sono rimasta colpita dal modo in cui le nostre opinioni spirituali, esperienze e prospettive diventino similmente “infette” da “contaminanti concettuali” — del resto una relazione confusa e immatura con  principi spirituali complessi può risultare invisibile e insidiosa quanto una malattia sessualmente trasmissibile.

Le seguenti 10 classificazioni non si intendono come definitive ma sono offerte come uno strumento per rendersi consapevoli di alcune delle più comuni malattie spiritualmente trasmissibili:

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I sintomi dell’Ego Spirituale

Scrivo questo post, forse un po’ scomodo, sulla scia di un mio personale “sentire” rispetto a molti articoli e commenti che leggo in giro per il web e sui social su tematiche di interesse “spirituale”.

Ho il sentore che si stiano creando “correnti” e comunità dove purtroppo ci si dimentica di Dio per far posto al proprio IO. Tutto questo avviene inconsapevolmente e senza nessuna colpa morale o giudizio da attribuire a chi incorre in questi “incidenti di percorso”.

La nascita di un interesse collettivo sempre più vivace e marcato verso i temi legati alla crescita personale e spirituale, se da una parte incoraggia senz’altro in positivo, dall’altro lato mette in guardia rispetto ad una serie di facili entusiasmi, fuochi fatui e semplicismi commerciali.

In questo post vorrei trattare il tema del cosiddetto’Ego spirituale, fornendo alcune indicazioni per riconoscerlo e trasformarlo.

L’Ego spirituale è un ostacolo molto facile da incontrare lungo il cammino di evoluzione spirituale. Può riconoscersi da alcuni “sintomi” e da alcune percezioni e sensazioni del nostro corpo (che non mente mai).

I sintomi attraverso cui possiamo riconoscere se essere affetti o meno da questa “sindrome”, sempre più comune, sono:

  1. Etichettarci come “persone spirituali“: iniziamo a percepire noi stessi come “persone spirituali” e, di conseguenza, più “elevate”, rispetto alla massa di “dormienti” che ci circonda. Questo è il primo passo per ammalarci di “Ego spirituale“.
  2.  Strettamente connesso al punto precedente: tracciamo un confine tra un “noi” e un “loro”, iniziamo a circondarci solo di persone che reputiamo evolute come noi, snobbiamo tutte le persone che dal nostro punto di vista illuminato, viaggiano a frequenze verso cui non abbiamo intenzione di “abbassarci”.
  3. Il mondo ci appare come un luogo ostile, i terrestri  una razza cruenta e immatura, capace solo di atrocità e facile alle debolezze carnali. Desideriamo sempre più tornare in quel lontano pianeta di una galassia lontana lontana da cui proveniamo…
  4. Ci isoliamo e parliamo solo con il nostro maestro spirituale via Skype o con il nostro spirito guida via etere…ma anche questo, d’altronde, dal nostro punto di vista “illuminato”, è normale perchè stiamo percorrendo il sentiero della Buddità.

Se ti sei riconosciuto in uno o più di questi sintomi, fermati un attimo e respira.

Punto Primo: il sentiero spirituale conduce alla caduta di tutti “idoli”, di tutte le etichette o identità fisse e fallaci con cui definiamo il nostro sé.  No, non sei una guida spirituale. No, non sei un maestro reiki. No, non sei un channeler.

Ricorda: più ti fai vuoto e più permetti a Dio di mostrarsi attraverso di te…ma tu, o meglio il tuo Ego, non è nulla…solo un servo, solo uno strumento.

L‘Ego spirituale è quella deliziosa casettina nel bosco fatta di marzapane, leccornie di ogni genere e praline di cioccolato che incontri quando vaghi sperduto nel bosco. Quella patina dolciastra finirà per avvelenarti e disgustarti e finirai presto nel forno della strega cattiva che abita dentro la deliziosa casetta.

L’Ego è fatto così: prima di lusinga, ma poi ti presenta il conto..dal dolce, al salato.

E’ utile comprendere che la nostra visione di Dio come un vecchio signore barbuto che abita su una nuvola in alto in alto nei cielo, non solo è errata, ma è anche estremamente fuorviante.

Dio si trova in basso.

Dio, il divino, si trova tra le cose più basse, tra i fiori e le pietre.

Nelle fiabe antiche Dio spunta spesso fuori: può essere il mendicante, il folletto, lo gnomo del bosco. Nei film moderni per bambini è spesso “la signora dei piccioni”.

A Dio piace nascondersi tra le cose che non diresti mai che sono lui, per vedere se lo sai riconoscere o se sei troppo impegnato a guardare verso l’alto, con gli occhi accecati dallo scintillio d’oro degli idoli.

signora dei piccioni

Sciogliere i nodi attraverso il processo di contrazione

Sciogliere i nodi dei propri blocchi e delle proprie resistenze interiori è il focus centrale attorno a cui si muove tutto il processo trasformativo. La persistenza di un blocco o di una contrazione della nostra energia interiore può farci davvero sentire come messi alle corde, privati in ogni direzione della possibilità di agire.

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