Creare a partire dall’ego VS Creare a partire dal Sè. Quale differenza.

Questo tema è stato a lungo per me fonte di molta sofferenza.

Sono venuta qui equipaggiata con una forte allergia all’ego in azione, ma anche con un grande desiderio di creare ed essere parte del cambiamento a beneficio del nuovo mondo e della nuova umanità.

Ho percepito in passato il mio ego agire attraverso di me, così come l’ho visto e percepito negli altri, anche all’interno di comunità spirituali.

Dopo tutti questi anni di ricerca e osservazione sull’ego, ho concluso che difficilmente esso potrà morire del tutto. Rimarranno sempre degli angolo bui in noi che se stimolati, genereranno una reazione. Ripulire e purificare queste ferite è per me il lavoro essenziale della vita che può essere svolto quotidianamente ringraziando le molteplici opportunità che arrivano in forma di triggers .

Ma, nel frattempo, esiste un modo per agire al di fuori dall’ego, evitando così di inquinare il mondo e gli esseri intorno a noi con energia di bassa frequenza, continuando a perpetrare il circolo della sofferenza per noi e per gli altri, poichè ego e sofferenza sono la medesima cosa?

Una delle cose che ho osservato con più piacere e meraviglia nel tentativo di unione del mio proposito interiore con l’azione esterna è stato che, lavorando, agendo e creando a partire da una “coscienza osservante” diventiamo dei semplici canali.

Diventiamo dei trasmettitori e dei trasformatori di energia. A questo livello non agiamo più da soli, ma cominciamo a co creare in relazione con l’invisibile, sviluppando con esso un legame di comunione e di amore.

Mi sono care le parole del poeta Rumi:

Dio mi stima quando lavoro,

Mi ama quando canto.

Questo di Rumi è lo stesso concetto descritto sopra, espresso da chi sta dall’altra parte del velo. Agli invisibili piace che noi siamo efficienti ed efficaci nelle nostre vite, ma l’estasi vera viene raggiunta quando ci apriamo alla dimensione superiore in ogni cosa che facciamo.

canale     In questo modo l’eterno può calarsi nella dimensione terrena e giocare con noi. Lo fa in molti modi. Forse, molti di voi vivono da tempo circondati dai cosiddetti “eventi sincornici” che aumentano di intensità e complessità mano a mano che la coscienza si espande e curiamo di più l’attenzione vigile verso la nostra interiorità.

Questi eventi sono come una “carezza dell’Eterno”, sono un abbraccio di compassione. Il modo che ha l’invisibile per dirci “questo è il mio regalo per te. Ricordati che ti amo. Ricordati che non sei solo/a. Sei sulla buona strada”.

Sappiamo quanto sia difficile, sappiamo quanto siamo provati dal vivere in un mondo che ha reciso il legame con il Sacro. Sappiamo quanto ci sentiamo spesso isolati e tagliati fuori da un senso di appartenenza che i nostri antenati avevano con il mondo della comunità e con quello degli spiriti (che erano, i due mondi, una cosa sola). L’invisibile lo sa. Tutto è stato fatto appositamente per rendere il risveglio più rapido e l’uscita dal teatro di terza dimensione alla portata delle moltitudini. Così i miracoli arrivano non più a pochi privilegiati, ma a miriadi di persone che oggi possono toccare con mano la potenza e la luce dell’Amore che è parte di una coscienza collettiva risvegliata.

danza

Un’altra differenza che ho potuto percepire nel passaggio dal fare attraverso l’ego, al fare attraverso l’anima, è che in quest’ultimo caso viviamo in compagnia del solo ignoto. Non ci sono obiettivi definiti a priori da raggiungere ma l’esperienza dell’agire e della vita stessa co genera ambienti, eventi, situazioni, che arrivano già pronti, già fatti, già creati, ma su cui non abbiamo alcun controllo e potere predittivo. E’ fiducia e resa all’ingoto.

Le azioni vere sono quelle significative, sono miracoli che si accendono in co creazione con l’invisibile, che sono pronti per noi e che noi attiriamo con la massima facilità e in totale assenza di sforzo. Le azioni così compiute recidono il legame con il karma. Creare in comunione con l’invisibile è la massima aspirazione del ricercatore spirituale poichè significa mantenere acceso il fuoco, ravvivare la relazione d’amore che fa da ponte tra l’aldiquà e l’aldilà, attraverso il sacrificio, il sacrum facere.

Il disegno che l’anima ha progettato per noi prima della nostra nascita è qualcosa che la nostra mente, limitata dai suoi condizionamenti, non può nemmeno lontanamente immaginare. E’ qualcosa che va molto oltre ciò che possiamo desiderare a livello cosciente, ciò che pensiamo sia per noi la felicità. Nemmeno i nostri sogni più rosei possono eguagliare il disegno  sotteso al nostro vero cammino, quello che ogni giorno si svolge nel sottofondo di tutte le azioni quotidiane, e che è la pura, totale comunione con lo Spirito, la meraviglia incredula di fronte alla visione strabiliante della luce dell’Anima.

luce

Il risveglio del sacro maschile

Negli ultimi anni si è fatto un gran parlare della violenza sul genere femminile, ma non ci accorgiamo che questo tipo di violenza è speculare alla violenza sul maschile.

Che tipo di violenza ha subito il nostro sacro maschile?

La precisazione che sempre mi premuro di fare è che le polarità psichiche maschili e femminili non sono associate univocamente ad un correlato biologico maschile-femminile, ma sono presenti in ciascuno di noi, uomini e donne.

La violenza sul maschile dunque viene vissuta anche dal sacro maschile presente in ogni donna e viceversa.

Una prima parola chiave associata alla violenza sul maschile è CASTRAZIONE.

La castrazione ci porta vicino al concetto di evirazione ed in parte è questo che si vuole intendere anche se, in senso più profondo, l’evirazione e dunque l’eliminazione dei genitali maschili dall’immaginario collettivo è connessa ad una soppressione totale e drammatica dell’energia sessuale vitale e creativa legata a questa parte dell’anatomia maschile. Aver trasformato l’immagine sessuale dei genitali maschili in un elemento pornografico, scandalistico, in un tabù, ci porta a disconnetterci con una parte fondativa dell’energia dell’universo e della natura.

Il Dio della mitologia greca, Priapo, veniva rappresentato con un fallo enorme. Ci pensate? Un Dio la cui caratteristica distintiva era la grandezza dei suoi genitali e che veniva adorato proprio in funzione di questo: propiziarsi la fecondità e la forza creatrice. Quando il fallo diventa oggetto di vergogna, di scherno, di tabù…ecco che allora può trasformarsi in un’arma…ed ecco il senso profondo dello stupro e della violenza sul femminile. Il più grande simbolo di forza creatrice, generatrice e divina viene scisso-separato dalla nostra psiche. Chi mi legge da un pò sa che che ciò che non è unito alla psiche non può farsi simbolo, non può produrre integrazione, e ciò che non è “simbolico” si trasforma nel suo opposto “diabolico”.

Una seconda parola chiave legata alla precedente è DEPOTENZIAMENTO

Come può un adolescente che deve vergognarsi della fonte e origine stessa della sua potenza, sentirsi potente? La castrazione produce perdita di potere, il potere maschile più grande legato alla forza attiva e creativa di darsi e dare all’universo. Questa forza centrifuga che va dal dentro al fuori, dispiegandosi nella sua poderosa potenza vitalistica e trasformatrice viene soppressa completamente nei giovani maschi della civiltà occidentale, non appena raggiungono la pubertà. Gli si dice che ciò da cui proviene la loro forza, è sbagliato, sporco e cattivo, che lo devono nascondere, che se ne devono profondamente vergognare.

Nelle società sciamaniche i riti di passaggio del ragazzo sono molto importanti: è qui che il giovane viene messo a contatto diretto con il potere della sua sessualità e viene guidato a percepire il riflesso di questo potere all’esterno, nel mondo della natura e della foresta. La sua potenza sessuale vibra insieme a quella della natura e così cresce e si sviluppa in integrazione, salute, gioia creativa, benessere. Mai il maschio di queste comunità può associare il suo potere sessuale ad un mezzo per danneggiare un altro essere umano, poiché questo potere è sacralizzato e in armonia con le forze elementali e universali.

La terza e ultima parola chiave è DIVISIONE.

I Banchi delle nostre scuole iniziano a dividere il giovane bambino e la giovane bambina in due metà: la metà buona e la metà cattiva, la metà di sopra e la metà di sotto. Ciò che i bambini devono fare è stare attenti con la loro mente, ciò che non devono fare è muovere il loro corpo. L’apprendimento avviene solo per metà, coinvolgendo esclusivamente la dimensione cognitiva. Il corpo è dimenticato, tagliato via, mentre in altre tradizione è il fulcro stesso attorno a cui ruota tutto l’apprendimento. Il corpo sa sempre ciò che la mente tace. La nostra parte maschile è un’energia a spirale che dall’interno si muove verso l’esterno: il suo principale scopo è il movimento creativo e trasformativo. Ci rendiamo forse conto ora del perché i ragazzi, che hanno un’energia maschile predominante, sono meno intelligenti delle loro compagne: la via del loro apprendimento è un’altra e passa dall’integrazione e unione del corpo con la mente, dal movimento attivo e dinamico, dall’apprendere attraverso l’esperienza fisica e corporea.

Castrazione, depotenziamento, divisione sono le armi di distruzione della sacralità maschile e cause della sua disconnessione con il suo proposito divino: contribuire attivamente a perpetuare, generare e proteggere l’abbondanza e il mistero della vita e della natura, in armonia con le forze cosmiche.

Oggi abbiamo più che mai bisogno di guarire questi falsi dei della nostra società occidentale se vogliamo accedere alla via del risveglio del sacro maschile.

 

Sul coraggio

Il coraggio è la cosa più importante che ho a disposizione per fare quello che faccio, che è essenzialmente provare a creare qualcosa che sia specchio fedele di me stessa e del mio modo sentire.

A volte fare quello che faccio è una vera e propria necessità, nel senso dell’ananke greca, una divinità primigenia e antica a cui nemmeno gli dei potevano sottrarsi. Ananke è abbastanza severa e spietata e a volte ti forza a fare quello che devi fare e non ti lascia in pace fino a che non lo hai fatto. Avete presente la sensazione? Non è una bella cosa, ma ti aiuta davvero molto a sviluppare il coraggio.

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Il coraggio, credo nessuno se lo trovi lì per diritto di nascita. Tutti in qualche modo ce lo dobbiamo costruire piano piano nel corso della vita. Il coraggio per me non è una cosa attiva o eroica, ma una cosa passiva, nel senso che me lo costruisco a partire dalla paura. Per questo, un elemento fondamentale del mio coraggio, è l’attesa: agisco quando mi sento pronta, ma non prontissima, mi forzo, ma al punto giusto, cerco di andare oltre i miei limiti, ma mi rispetto. Rispetto le mie giornate no e le mie parti più deboli e vulnerabili, cerco di accudirle come posso, ma poi faccio come si fa con un bimbo che ha paura a tirarsi in acqua, a un certo punto lo si immerge almeno fino a metà, perchè l’acqua all’inizio è gelida, ma poi ci si sta da Dio.

Si ha la sensazione di vivere sul limite, di camminare su una corda o di zampettare sui carboni ardenti, però è in questo orlo che ci si misura, pelle a pelle, con la paura, è solo in questo modo che la paura si trasforma, fino a che capisci che è la tua alleata migliore e inizi perfino a volerle bene.

In quante avventure la paura mi ha accompagnata come una fedele compagna e se ce l’hai in fondo vuol solo dire che sei vivo e stai facendo la cosa giusta, la cosa che vuoi.

Ananke la necessità, il destino, la forza, non è mica una dea facile…ma è una dea giusta e, in fondo, la maggior parte degli dei  sono così: dei cazzuti rompiballe! Nel giusto e nel necessario non sempre c’è lo stare bene, comodi comodi, e con il pigiama addosso, nel giusto ci può essere benissimo il cagarsi sotto e perdere intere notti di sonno. Ci sono dei e dee che sono dei tormenti, ti stuzzicano, ti irritano, fino a che non ti dai una smossa e non ti butti nell’acqua ghiacciata.

Siamo come pesci che sguazzano senza posa sospinti dalle correnti fredde e se ci spiaggiamo sulla riva come grasse e pasciutissime foche, vuol dire, probabilmente, che siamo morti. 🙂

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Il Conflitto esteriore e quello interiore condividono una realtà multidimensionale

Non siamo estranei all’utilizzo di terminologie marziali nell’ambito della crescita spirituale.

Nel Giappone antico il Confucianesimo  e il  Buddhismo confluivano nell’insegnamento delle arti marziali e così nella Cina taoista.

Dall’Oriente arriva un modo di guardare all’addestramento militare opposto a quello sviluppato in Occidente.

In Occidente la lotta è sempre contro un avversario, in Oriente l’avversario è interno. Se davanti a me c’è un nemico significa che anche dentro di me c’è un nemico. Sconfiggere il nemico fuori significa far fronte al nemico interiore.

 

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Quando ci si avvicina ad un testo come l’I-Ching si possono certamente notare le caratteristiche anacronistiche di molti passaggi, ma nonostante la sua contestualizzazione storica l’I-Ching sembra tutt’ora parlarci ad un livello profondo.

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10 Malattie Spiritualmente Trasmissibili – di Mariana Caplan

C’è una giungla là fuori e questo è vero per la vita spirituale non meno che per ogni altro aspetto della vita. Crediamo davvero che una persona, per il semplice fatto di aver fatto meditazione per cinque anni, o aver fatto 10 anni di pratiche yoga, sarà meno nevrotica di un’altra? Nel migliore dei casi sarà un pò più consapevole di esserlo. Giusto un pò.

E’ per questo che ho speso gli ultimi 15 anni della mia vita facendo ricerche e scrivendo libri sulla coltivazione del discernimento nel percorso spirituale. […]

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Dopo aver conosciuto centinaia di insegnanti spirituali e migliaia di praticanti attravero il mio lavoro e i viaggi, sono rimasta colpita dal modo in cui le nostre opinioni spirituali, esperienze e prospettive diventino similmente “infette” da “contaminanti concettuali” — del resto una relazione confusa e immatura con  principi spirituali complessi può risultare invisibile e insidiosa quanto una malattia sessualmente trasmissibile.

Le seguenti 10 classificazioni non si intendono come definitive ma sono offerte come uno strumento per rendersi consapevoli di alcune delle più comuni malattie spiritualmente trasmissibili:

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