La reincarnazione nello stesso corpo

E’ un fenomeno di cui si parla poco, ma sempre più frequente nell’energia della Nuova Era.

Rinascere in vita completamente puliti, limpidi e purificati, significa morire in vita.

Morire in vita non è facile, ma miglialia di persone lo hanno fatto: sono i cosiddetti Maestri, coloro che sono riusciti a bruciare il karma familiare, ascendere alla dimensione che travalica i confini dell’Io storico, stabilizzandosi nella non dualità.

Questa trasformazione così radicale è anticipata dalla NODA (Notte oscura dell’anima), un lento dissolversi delle strutture dell’Io, un graduale abbandono di ciò che prima risultava familiare.

Cosa accade a livello energetico e fisico durante il percorso di reincarnazione nello stesso corpo?

La linea harica del campo energetico viene bruciata.

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Questa linea connette, attraverso il canale del corpo fisico umano, il cielo con la terra, la dimensione sottile con quella fisica. Passa attraverso punti che non vanno confusi con i chakra, poichè sono più profondi e hanno a che fare con il tema dell’incarnazione stessa. Questi punti tengono insieme il corpo fisico, fornendogli un senso di scopo e di stabilità, attraverso “istruzioni” del proprio Piano di Incarnazione (ciò che siamo venuti ad imparare). Quando la linea harica è dritta e luminosa è segno che siamo in perfetta salute e che siamo allineati con il divino: il nostro karma è diventato dharma, il nostro essere qui non ha più lo scopo di liberarci dalle prigioni dell’Io inferiore, ma di metterci a servizio dell’Opera più vasta attraverso il nostro Sè superiore.

Per maggiori approfondimenti sul tema della linea harica: Barbara Brennan

Durante questo processo, inoltre, Il DNA viene attivato dal 30% al 100%, poichè si accede a piani di conoscenza superiori che sono contenuti negli strati del DNA oltre il terzo e che riguardano l’accesso ai nostri registri akashici, l’apprendimento dell’energia di amore-compassione, l’unione con il divino interno, ecc…

Per maggiori approfondimenti: https://www.macrolibrarsi.it/libri/__kryon-i-12-strati-del-dna.php

Quando ha inizio il processo di reincarnazione nello stesso corpo, la vecchia informazione con cui il corpo veniva tenuto insieme grazie alla linea harica si disintegra.

La nostra possibilità di essere tenuti insieme dalla materia è data da un “Patto” che abbiamo fatto prima di incarnarci che riguarda l’apprendimento di determinate lezioni. La linea harica contiene, insieme al DNA, una specie di codice in cui queste informazioni vengono scritte; è un contratto che abbiamo stipulato con il nostro Sè superiore, stabilendo che saremmo venuti sulla terra per sciogliere determinati nodi karmici ed apprendere determinate lezioni, per raggiungere lo scopo di riunirci all’Amore divino onnipervadente. La dissoluzione della linea harica avviene quando questi insegnamenti sono stati appresi. Sempre più persone riescono a soddisfare in vita le richieste del contratto e quindi Anima chiede la formazione di un nuovo “contratto”. E’ così che cominica il lento processo di reincarnazione nello stesso corpo.

Nel corpo si producono disturbi di ogni tipo durante questo percorso. Esso ha perso la sua informazione originaria, il suo “codice”, e quindi non riesce a “tenersi insieme”. Ha inizio un processo di smembramento, una decomposizione delle strutture energetiche profonda, la cosiddetta “nigredo” alchemica. In questa fase il praticante sulla via del risveglio si ritrova assalito dai parassiti energetici: proprio come nel mondo organico, il mondo sottile ha i suoi “spazzini”, noi li temiamo, ci repellono, ma hanno una loro funzione essenziale che è quella di condurre il processo di putrefazione al suo compimento, mangiandosi ciò che non serve più. All’inizio di questa fase siamo preda di emozioni spiacevoli. La nostra parte ombra viene sollecitata. Anche se ci siamo sganciati da determinati schemi emotivi già da tempo, essi tornano, per essere espulsi in via definitiva attraverso le forze parassite. Questa ripulitura provoca dolore, sia fisico che psichico e può durare anni. Ma il praticante sa che è venuto qui per questo scopo e quindi accetta di buon grado e con spirito rassegnatario questa prova del fuoco, attendendo con molta pazienza e fiducia che questo fenomeno faccia il suo corso naturale.

Seppur sia difficile con la mentalità che abbiamo oggi, accettare simili conoscenze, è pur vero che esse erano considerate pane quotidiano nelle società sciamaniche legate alla religione naturale, dove la malattia era sempre considerata una “chiamata” dello spirito, era il risvegliarsi di forze invisibili che comunicano attraverso il sintomo a partire dal piano sottile. Non c’è da stupirsi che la medicina di oggi sia impotente di fronte alla grande maggioranza dei disturbi. E’ errato l’approccio alla malattia. Cambiando questo approccio non esiste malattia che non sia curabile, ma l’unico detentore del potere di guarigione è il paziente stesso, se utilizza il proprio disturbo come Maestro e non come nemico.

Come si conclude il processo di reincarnazione nello stesso corpo?

Molto lentamente la vecchia linea harica viene del tutto dissolta. Ciò significa che il DNA viene modificato. DNA, linea harica e kundalini sono tre facce dello stesso fenomeno. Le strutture karmiche familiari vengono sgretolate, i traumi legati a vite passate visti e risolti, si rinasce così puri e liberi, incontaminati. Abbiamo preso corpo proprio per raggiungere l’obbiettivo dell’incontaminazione, poichè nella dimensione fisica è più facile e rapido raggiungere la piena liberazione. Prendere corpo è un’occasione rara e preziosa per svolgere fino a fondo e completamente questo lavoro. E’ l’unica cosa che dobbiamo fare, in fondo.

Al termine della reincarnazione la linea harica si riforma con nuove istruzioni e torniamo a sentirci radicati e parte del mondo. Durante il processo può capitare di viaggiare in piani astrali per gran parte della giornata e perdere addirittura la connessione con il corpo durante la notte. Questo perchè la nostra identità, la nostra impronta animica è in questo periodo in fase di incubazione sui piani più alti e la nostra coscienza è pertanto sollecitata a connettersi con l’impronta in questi reami superiori. E’ particolarmente frequente, quindi, in questa fase sentirsi “per aria”, fluttuanti in luoghi lontani, disconnessi dal resto della propria famiglia d’anima. Chi torna da questo viaggio, però, torna detenendo importanti conoscenze metafisiche e spirituali che avvengono tramite trasmissione in chiaroconosceza, nel momento in cui la nostra impronta si trova nelle dimensioni astrali. Può insegnare e spiegare concetti metafisici agli altri con più facilità e segue una nuova missione di servizio al fine di aiutare quante più persone possibili a compiere il suo medesimo viaggio.

Con Amore e gratitudine,

Irene Adi Rahimo Conti

Spirito e Materia

<<E’ come se lo psicologo perforasse la psiche per giungere alla massima profondità e toccare la materia e il fisico perforasse la materia per giungere al suo punto più profondo, il suo spirito. Quello è il punto di incontro di queste scienze. In un certo qual modo è come se si scavasse un tunnel da entrambe le parti. Così ora ci troviamo davanti all’eccitante soglia dell’ultimo diaframma>>.

Marie Louis Von Franz

Marie Louis Von Franz, psicoanalista, scrittrice  e stretta collaboratrice di Carl Gustav Jung, definisce il punto di svolta in cui ci troviamo: ” la soglia dell’ultimo diaframma”. Questo diaframma è un portale in grado di mettere in comunicazione il piano della mente con quello della materia (Mind and Matter).Nautilus-in-Black-and-White-1208

Il riduzionismo e la pretesta di oggettività con cui le scienze dure sono state indagate dall’epoca del positivismo in poi, non trova più riscontro nella nuova fisica subatomica, dove si rintracciano comportamenti così altamente bizzarri del corpuscolo onda/particella, tali da non rientrare più in un campo di coscienza lineare, come quello voluto dal riduzionismo.

Le recenti scoperte della fisica subatomica sembrano andare nella direzione di un incontro tra spirito e materia, tra fisica e coscienza, due dimensioni della realtà fino ad ora ritenute assolutamente inconciliabili.

Questo rinnovato incontro può essere indagato da differenti angolazioni che sono in parte materia di questo blog:

  • la fisiologia del corpo e l’anatomia sottile o campo energetico umano;
  • la fisica subatomica e le sue sorprendenti analogie con la teoria dell’inconscio collettivo e le leggi non duali e non lineari della coscienza;
  • il sistema dei chackra come ponte di unione tra corpo e psiche, definito “il ponte dell’arcobaleno”;
  • la pratica della mindulfness comparata agli studi nel campo delle neuroscienze;
  • la filosofia comparata tra oriente e occidente;
  • la risacralizzazione dell’eros e della sessualità;
  • l’alchimia.

Tutti questi punti fanno parte, proprio come in un frattale dove ogni piccola parte è specchio dell’insieme, di un medesimo nuovo paradigma concettuale che sta sempre più emergendo dall’inconscio collettivo per stabilizzarsi nella coscienza dell’individuo e che prevede la reintegrazione di tutta una serie di opposti, proprio come in un mysterium coniunctionis alchemico.

Attraverso queste guarigioni del sistema psico fisiologico e la reintegrazione di unità disgregate della psiche si opera una vera e propria trasmutazione iniziatica che passa il piombo al fuoco sacrificale per pervenire a toccare il vero oro alchemico: il punto di incontro tra l’anima e il sé.

Creare attraverso l’intenzione allineata

Contattare il potere dell’intenzione, produce un incredibile senso di chiarezza e potere. Entriamo qui nella dimensione dell’azione tagliente, focalizzata e nitida del raggio laser.

Come si può sbloccare questo potere per pervenire alla creazione attraverso l’intenzione?

Innanzitutto, per permettere a questa luce netta, sottile e concentrata di attraversarci svelando il potere dell’intenzione, è necessario sgomberare il campo fisico ed eterico dalle energie dense e pesanti che lo abitano.

Queste energie, collegate a sistemi di credenze, proiezioni, giudizi, opinioni altrui e condizionamenti creano una sorta di terreno melmoso che risucchia verso il basso la nostra energia vitale, lasciandoci ristagnare permeati dalle basse frequenze.

Quando nella nostra vita c’è confusione e mancanza di consapevolezza circa i nostri reali desideri, stiamo vivendo sul piano della mente inferiore, abituata a vivere, o meglio, “sopravvivere”, in una dimensione dove tutto è circondato dalla nebbia.

Tuttavia, nonostante la maggioranza degli esseri umani viva perennemente in questo stadio di “coscienza latente”, sono pochissimi quelli che si accorgono che intorno a loro esiste questa nebbia e che la zona confort della loro vita è in realtà una cella attorniata da sbarre.

Risvegliarsi significa, come prima cosa, prendere atto della presenza di queste sbarre e, solo in un secondo momento, muovere il primo passo per oltrepassarle.

Per accedere alla consapevolezza di vivere al di sotto delle proprie potenzialità è sufficiente porre al proprio cuore la semplice domanda: ” Qual’è, al momento, il desiderio della mia anima?”.  E’ una domanda per molti scomoda, ma che dovremmo prendere l’abitudine di porci ogni giorno, perchè la via che conduce all’anima, inizia sempre con un desiderio.

La consapevolezza di vivere al di sotto delle proprie possibilità non deve deprimere ma piuttosto entusiasmare poiché è il primo stadio per raggiungere la dimensione della creazione attraverso l’intenzione. Nessuno ci obbliga a compiere questo passo: alla fine non prenderemo nessun voto e non ci sarà alcun giudizio circa il nostro operato sulla terra, non c’è nessuno per cui dobbiamo innalzarci al di sopra dei nostri limiti e lanciare la nostra creazione al di là delle sbarre. Lo dobbiamo, in fondo, soltanto a noi stessi,  alla nostra anima, poiché questa è l’unica via che ci è data per pervenire alla gioia e all’autentica realizzazione.

Il potere dell’intenzione fornisce una chiave di volta per liberarsi dalla prigione dei condizionamenti: ci proietta come d’incanto in un mondo magico dove i desideri diventano realtà.

Un altro modo per focalizzare i propri desideri e mettere in moto l’azione tramite intenzione allineata, può essere quello di chiedersi ogni giorno “Cosa desidero manifestare oggi?”. Anche questa domanda ci apre ad una miriade di mondi possibili e alla comprensione che spesso i nostri desideri e le nostre intenzioni hanno le qualità della leggerezza, della purezza e della compassione. Sono volatili come piume nell’aria e viaggiano con il vento. Proprio per questo sono difficili da catturare e maneggiare. Le idee proprio come gli uccelli, non amano le gabbie e non vogliono essere addestrate, sono amiche dell’imprevedibilità delle correnti d’aria e nemiche delle pianificazioni. Non possiamo sapere dove soffierà il vento domani, pertanto il segreto è lanciare il nostro desiderio, affinché si manifesti nel cuore dell’adesso.

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