Arkeodèas: parlare all’anima

All’interno di ognun* di noi esistono Dei e Dee…Sappiamo che ogni cultura ha elaborato il proprio pantheon e il proprio insieme di miti e cosmogonie che hanno come protagonisti Dei e Dee; quello che forse non sappiamo è che queste deità vivono e respirano dentro di noi, che ci possono consigliare, ispirare, accompagnare, sostenere.

Soprattutto, queste figure, nella forma di archetipi, sono energie profondamente trasformative e risanatorie per l’anima, che ci conducono ad un cammino di luce e bellezza in cui diventiamo consapevoli creatori e impavidi sognatori. Allineati al Piano Divino abbiamo di nuovo la possibilità di creare a partire dal cuore e dalla nostra intenzione illuminata.

In questo corso, in modalità di workshop, impariamo a diventare “archeologi dell’anima”, a scavare dentro di noi per riportare alla luce antichi lucenti reperti che descrivono in modo preciso la multiformità del nostro potenziale divino.

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Orisha Yemaya, mitologia yoruba

Dall’aprile del 2016 è cominciato il mio incontro con questa dimensione affascinante e allo stesso tempo conturbante: è cominciato un viaggio nel mondo del sacro femminile. L’incontro con alcune Dee, il loro risveglio e la loro attivazione in me è stato a tratti molto difficile e doloroso. Vi sono infatti energie femminili seppellite in profondità, una profondità inconscia che quando viene contattata quasi atterrisce per la sua forza. Alcune Dee appaiono spietate, ma questo è stato loro necessario per la sopravvivenza.

Il mondo del divino femminile e della conoscenza di questi archetipi rivela un mondo molto diverso da quello edulcorato che fino da bambine definisce il nostro essere donne.

Le mitologie di queste Dee spesso intrecciano i caratteri del fantastico con quelli di un realismo asciutto, quasi spiazzante: vite di donne comuni che per le grandi prove che hanno dovuto sopportare sono trascese alla forma di Dee. In questi racconti c’è per tutte le donne un grande insegnamento, non solo spirituale, ma anche dolcemente e teneramente umano e terreno.

Il mio percorso di crescita e scoperta interiore ha visto la nascita di un romanzo scritto in circa due anni, in seguito  le mie energie si sono concentrate nel tentativo di trovare un metodo che potesse essere utile per favorire nella altre donne l’attivazione di questi archetipi.

Grazie al suggerimento di un’amica mi sono avvicinata alla tecnica del Soul Collage traendone ispirazione, poi, sentendo che non era sufficiente, l’ho trasformata e così è nato Arkeodèas.

Ma ancora sentivo che c’era un pezzo mancante del puzzle; grazie ad un incontro molto importante ho potuto completare la mia ricerca realizzando per la prima volte icone maschili.

Sono stata sorpresa dal contattare in me un sacro maschile creativo, selvaggio, potente, quando nel mio pregiudizio il maschile rappresentava il polo “cattivo”.

Ho deciso dunque di fare del percorso un mezzo per integrare le nostre polarità maschili e femminili, prendendomi cura non solo delle donne ma anche del potenziale sacro maschile racchiuso in ogni uomo e donna, perché, come mi è stato suggerito, la guarigione di un polo è strettamente connessa con quella dell’altro.

Così Arkeodèas si propone di realizzare un matrimonio sacro alchemico dentro di noi, lo ierogamos, e fornire una chiave attraverso cui far emergere le Dee e gli Dei che ci abitano, integrando, armonizzando ed equilibrando le loro energie e tributando la loro silenziosa e sempiterna presenza che di vita in vita ci accompagna.

 

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