Lavoro, travaglio, la caduta dall’Eden

Ci è stato insegnato a percepire come distinti i momenti della giornata che viviamo, settorizzando in segmenti l’esperienza di vita che facciamo in questo mondo. C’è, ad esempio, il momento del lavoro, che è distinto e separato da quello dello svago. C’è il momento dedicato alla vita sociale e quello che riserviamo alle nostre passioni.  Così la vita viene divisa in momenti piacevoli, come i periodi di vacanza, e in momenti noiosi come le incombenze burocratiche, le file alle poste, la compilazione della dichiarazione dei redditi.

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La mente oltre la soglia

Nella coscienza superiore a quella di terza dimensione, che sempre più individui stanno integrando e manifestando, abbandoniamo gradualmente tutte le credenze sottese alla logica lineare ed al dualismo, affacciandoci ad una realtà in cui emergono con sempre maggior frequenza eventi ed accadimenti interiori ed esteriori che travalicano le abituali soglie della logica ordinaria.

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La realizzazione del sè

La fioritura del sé non è mai un atto individualistico.

Nel momento in cui portiamo a compimento il nostro seme, portiamo alla luce la nostra sorgente creativa, stiamo compiendo un passaggio che gioverà a molte persone, oltre che a noi stessi.

Nel momento in cui riteniamo che la realizzazione di noi stessi sia un processo  strettamente individuale, non riusciremo a realizzarlo. Nel momento in cui riteniamo che dobbiamo farlo per gli altri non riusciremo comunque a realizzarlo.

Ancora una volta ci troviamo qui nella logica di quarta dimensione che come già approfondito, non è una logica razionale, ma paradossale. E’ possibile che quanto più realizzo me stesso, tanto più sto creando gioia e abbondanza per gli altri?

Sì se la mia realizzazione è autentica.

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