Ci è stato insegnato a percepire come distinti i momenti della giornata che viviamo, settorizzando in segmenti l’esperienza di vita che facciamo in questo mondo. C’è, ad esempio, il momento del lavoro, che è distinto e separato da quello dello svago. C’è il momento dedicato alla vita sociale e quello che riserviamo alle nostre passioni. Così la vita viene divisa in momenti piacevoli, come i periodi di vacanza, e in momenti noiosi come le incombenze burocratiche, le file alle poste, la compilazione della dichiarazione dei redditi.
Sciogliere i nodi attraverso il processo di contrazione
Sciogliere i nodi dei propri blocchi e delle proprie resistenze interiori è il focus centrale attorno a cui si muove tutto il processo trasformativo. La persistenza di un blocco o di una contrazione della nostra energia interiore può farci davvero sentire come messi alle corde, privati in ogni direzione della possibilità di agire.
Aspettativa, speranza, esaltazione, euforia. I demoni dove non te li aspetti.
L’ego ha mille e più sfaccettature. Difficile passare in rassegna tutte le sue forme e variazioni. L’ego può essere definito il nucleo di ogni sofferenza, la fonte e sorgente da cui tutte le illusioni e proiezioni hanno origine.
La mente oltre la soglia
Nella coscienza superiore a quella di terza dimensione, che sempre più individui stanno integrando e manifestando, abbandoniamo gradualmente tutte le credenze sottese alla logica lineare ed al dualismo, affacciandoci ad una realtà in cui emergono con sempre maggior frequenza eventi ed accadimenti interiori ed esteriori che travalicano le abituali soglie della logica ordinaria.
L’anima pellegrina
Il problema con le discipline come la filosofia, la psicologia,l’antropologia è il medesimo che si riscontra per le religioni ed è direttamente connesso con la tendenza umana a tracciare confini nitidi e rigidi per un naturale bisogno di dare ordine e struttura alla propria psiche.
Ma una psiche ordinata in compartimenti stagni subisce periodicamente le incursioni possenti dell’inconscio, poiché esso tende a riportare il naturale equilibrio per il raggiungimento di un sé integrato .
Il sé integrato che piaccia o no non vive sugli scaffali delle accademie, ma sull’orlo dell’abisso, con la morte come unica compagna. Tutto quello che sa lo dimentica, a tutte le forme di attaccamento rinuncia, lascia andare ogni appiglio restando in equilibrio sul vuoto come un funambolo.
