Fiamme gemelle e Tantra: un cammino di Amore Sacro

E’ stato già spesso messo in luce, come la coppia di Fiamme Gemelle ricalchi gli antichi miti e archetipi del matrimonio mistico e della coppia Tantrica.

L’evoluzione del percorso di Fiamma, porta molti a sentire di abbandonare la vecchia qualità del sesso per affacciarsi ad un modo di percepirlo del tutto nuovo.

Alla base del tantrismo vi è l’idea che, con l’attivazione del percorso di risveglio spirituale, la kundalini, che è un’energia divina, il primo principio di manifestazione terrena, cominci a “salire” sulla spina dorsale del praticante, entrando in relazione, piano piano, con tutti i centri energetici (o chakra), qui presenti. Il risveglio avviene quando la kundalini, attraversato tutto il corpo, esce dalla testa in una fontana di luce: qui si ha il compimento dell’illuminazione e il praticante entra nello stato di “piacere immoto” o “orgasmo cosmico”, vivendo l’estasi permanente, stabile e imperitura che scaturisce dall’unione con il divino.

Le coppie di Fiamme Gemelle ripercorrono la strada della coppia Tantrica.

In cosa si trasforma l’energia del divino femminile quando si sublima nell’unione tantrica?

Sel sentiero dell’unione tantrica il sacro femminile trasforma la passione e il desiderio sessuale in Creatività, il sacro maschile in piacere immoto e assenza di sforzo.

Una volta incontrato l’amato divino, molte donne sul sentiero della Shakti si rendono conto che non basta il desiderio ardente, non basta essere follemente innamorate: è necessario dare avvio ad un processo di trasformazione interna per divenire il vaso che può contenere la visione che emerge, il vaso che può essere l’Amata dell’Amato. Il desiderio del divino maschile, significa divenire divinità femminile incarnata. Sappiano che fino a che questo non accade il maschile stesso non potrà nascere alla sua natura divina ed entrare con noi nel Regno del divino, nell’estasi mistica, nel piacere immoto. Il divino maschile ha bisogno del suo canale, di un utero eterico che lo riporti alla carne: ha bisogno della Shakti.

Non è solo la creatura ad amare Dio, ma è anche Dio ad essere innamorato della sua creatura.

La Shakti è l’energia femminile creativa per eccelleza, è un potere creativo immenso, senza limiti, nè confini. Accompagnarsi a Shakti significa per una donna divenire partoriente del tempo, cioè battere il tempo attraverso la creazione, partorire ad ogni istante: entrare nell’attimo. La donna risvegliata, a differenza del maschio, ha un compito: quello di dare se stessa senza più limiti, confini, intralci dovuti al condizionamento sociale.

Fin da piccola la donna è repressa nella sua energia Shakti dalle stesse donne, matriarche di famiglie. Le madri e le nonne, hanno avuto paura di esprimere la propria Shakti e di conseguenza trasmettono, inconsciamente, alle discendenti la stessa paura che suona più o meno “Stai ferma lì, per carità, o ti farai male!”. La femmina cresce quindi ingessata in gonnelline di pizzo e abitini che le impediscono fin dalla prima infanzia il movimento libero e spontaneo. Muoversi, ballare, scatenarsi, non avere freni, urlare a squarcia gola, piangere, arrabbiarsi, godere del piacere del corpo, tutte manifestazioni della natura della Shakti, sono soppresse. La bambina “sente” che così non si fa, che le sarà tolta l’approvazione sociale e che verrà isolata dal suo clan se osa manifestare la propria energia divina naturale.

Quando sarà adolescente e poi adulta la bambina comincerà a manifestare i segni di quella repressione con instabilità dell’umore, irritabilità, depressione, noia, assenza di vitalità e di desiderio sessuale, paura e paralisi dovuta a clichè sociali. Una Shakti repressa e ignorata si esprime infatti così per tormentare la donna, si esprime lanciando le sue demonesse peggiori che gettano la donna nell’infelicità solo per incitarla a ribellarsi ed entrare nel suo potere creativo. Per questo l’innamoramento passionale è così necessario: l’incontro con l’amante divino, con il vero amore, con lo Shiva incarnato, porta la Shakti a risvegliarsi, porta la donna ad esplorare territori ignoti per quell’unico sogno di amore e unità, che lei sente ardere nel proprio cuore.

Qui però spesso la donna ricade nel tormento e nell’oblio: non accetta la chiamata del suo Shiva. Ripercorrendo i vecchi clichè trasmessi a livello transegenrazionale, la donna cede il suo potere al maschio e cade vittima dell’impotenza, così quell’impetuoso vento creativo che era sorto attraverso la chiamata erotica, si trasforma in paura. Una paura che lega, paralizza sè stessa al suo sposo, generando dipendenza e facendo cadere la coppia di innamorati nell’invischiante mente del mondo che, come la tela di un ragno, lega sempre più chi tenta di fuggire dalle sue maglie. L’amore cade così nell’oblio del tempo e perde il suo potenziale di risveglio. La riproduzione biologica assunta come unico fine della coppia di sposi è la finale ecatombe del vero potere creativo e della vera realizzionè del sè unico e fa sì che la ruota del karma si ri-azioni per un altro giro, fino a che arriverà un discendente talmente forte e motivato da spezzare la catena.

L’incontro con la Fiamma Gemella costringe, però, la donna ad un sentiero diverso. Il grande occhio che tutto vede e sa, e che è il vero regista dietro al teatro che si dispiega nella relazione con la controparte animica, non permetterà che si ricalchino i vecchi schemi. Shiva chiederà delle prove forti alla sua Shakti per vedere se può riconoscerla: le chiederà indipendenza e coraggio e lui, da parte sua, le prometterà, di non trasformarsi mai in uno zerbino, ma di lottare fino in fondo per preservare la propria libertà e selvatichezza (che è ciò che terrà la sua Shakti legata a lui). Shiva resterà sempre infatti un mistero insonabile per la sua amata, un rebus, qualcosa che la Shakti non riuscirà a comprendere mai fino in fondo, mancherà sempre un tassello, un pezzetto perchè la mente di lei non possa afferrarlo, contenerlo e decifrarlo completamente. In questo modo, in questo spazio lasciato vuoto, la Shakti potrà essere impeganta nel suo canto di creazione che è il motivo della sua presenza su questo piano di manifestazione e di esistenza: fluire in una creatività infinita, libera, ispirata senza altro scopo che il donare e il donarsi, omaggiando il suo sposo, il suo amante divino che c’è e non c’è, appare e scompare, come il balenio di un lampo che in un solo colpo, in un solo momento, rivela sè stesso nel suo fulgore per poi tornare a far parte del regno invisibile, così che lei possa sognarlo, immaginarlo, crearlo, per poi amarlo ancora, aiutandolo a manifestarsi.

Lo spazio d’amore vuoto (assenza di legame di dipendenza-attaccamento) lasciato dal Divino maschile alla sua Shakti è la tela bianca su cui lei si manifesta attraverso la creatività infinita.

Come sempre, la donna apre il cammino, la donna getta le basi del tempio e agisce sola e insieme al suo sposo (è infatti da lui guidata nell’ispirazione). Shiva, aspetta che lei sia pronta, poichè fino a quel momento, gli è impossible compiere la sua azione nel mondo. Solo se il canale di manifestazione è aperto e libero, Shiva può tornare sulla terra e farle dono del suo canto.

Il Tantra è il sentiero dell’illuminazione che si serve del vero amore erotico passionale per raggiungere la comunione con il divino. Chiunque si trovi sul percorso di Fiamme Gemelle si trova a percorrere questo antico, quanto mai attuale, cammino, l’unico che riporta al centro la forza dell’erotismo femminile e ne fa via di trasformazione e di manifestazione del divino maschile nel mondo.

Che possiate tutte divenire sagge, indomite praticanti del sentiero sacro, come infaticabili amanti ridestatevi al potere dell’infinita creazione, in onore e per amore del vostro eterno sposo!

Con amore e gratitutidine,

Irene Adi Rahimo Conti

>Ho scritto quest’articolo traendo ispirazione dal libro di Sally Hempton “Il risveglio dello Shakti”

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