La realizzazione del sè

La fioritura del sé non è mai un atto individualistico.

Nel momento in cui portiamo a compimento il nostro seme, portiamo alla luce la nostra sorgente creativa, stiamo compiendo un passaggio che gioverà a molte persone, oltre che a noi stessi.

Nel momento in cui riteniamo che la realizzazione di noi stessi sia un processo  strettamente individuale, non riusciremo a realizzarlo. Nel momento in cui riteniamo che dobbiamo farlo per gli altri non riusciremo comunque a realizzarlo.

Ancora una volta ci troviamo qui nella logica di quarta dimensione che come già approfondito, non è una logica razionale, ma paradossale. E’ possibile che quanto più realizzo me stesso, tanto più sto creando gioia e abbondanza per gli altri?

Sì se la mia realizzazione è autentica.

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Il Karma: la sottile arte del non attaccamento

Il concetto di Karma è completamento frainteso nella nostra cultura popolare di occidentali.

Siamo soliti spesso usare espressioni come ” Cattivo Karma”, per sottintendere come azioni negative compiute in vite passate possano ripercuotersi nel presente, facendo permanere la persona in condizioni negative o facendole sperimentare continue sfortune, catastrofi, disastri.

Pensiamo comunemente che solo riparando questo “Karma negativo” , che è come un fardello con cui siamo equipaggiati fin dalla nostra nascita, una sorta di peccato originale, potremmo liberarci dalla sofferenze e dalle cause della sofferenza.

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Mass Media: i generatori automatici di paura

Anche le informazione che captiamo viaggiano su una determinata frequenza.

Se ci sintonizziamo esclusivamente su quelle che provengono da radio, telegiornali e quotidiani, ci stiamo contemporaneamente sintonizzando su una visione del mondo a bassa frequenza. Continua a leggere

Il quinto elemento: la dimora del pensiero

Nell’esplorazione dei centri energetici del proprio corpo (chakra), il meditatore, procedendo dal basso verso l’alto, incontra i vari elementi primordiali collegati a ciascuno di questi centri energetici. La terra per il primo chackra, l’acqua per il secondo, il fuoco per il terzo, l’aria per il quarto. A questo punto si abbandona la realtà del regno tangibile per entrare nelle dimensioni superiori degli ultimi tre chakra più alti, in corrispondenza di gola, terzo occhio e sommità del capo.

Gli elementi che conosciamo e di cui possiamo fare esperienza nella vita di ogni giorno lasciano spazio, adesso, a forze invisibili: l’etere, il pensiero, la consapevolezza universale.

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La croce è l’ankh: le chiavi della trasmutazione

Il linguaggio parlato dai simboli è un linguaggio universaletranspersonalea-temporale e multidimensionale. La natura essenziale del simbolo sembra situarlo al di fuori del raggio della mente ordinaria, in uno spazio dove incontriamo tutte le caratteristiche della coscienza transpersonale e multidimensionale. Il simbolo possiede, infatti, una gamma di significati multistratificati: può essere osservato e compreso a diversi livelli di profondità che esulano dal nostro ordinario procedere analitico tridimensionale per abbracciare una dimensione che si situa fuori dal tempo e dalla dualità.

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