La croce è l’ankh: le chiavi della trasmutazione

Il linguaggio parlato dai simboli è un linguaggio universaletranspersonalea-temporale e multidimensionale. La natura essenziale del simbolo sembra situarlo al di fuori del raggio della mente ordinaria, in uno spazio dove incontriamo tutte le caratteristiche della coscienza transpersonale e multidimensionale. Il simbolo possiede, infatti, una gamma di significati multistratificati: può essere osservato e compreso a diversi livelli di profondità che esulano dal nostro ordinario procedere analitico tridimensionale per abbracciare una dimensione che si situa fuori dal tempo e dalla dualità.

Il simbolo presenta le stesse caratteristiche della coscienza frattale  che procede avvitandosi su stessa in un movimento a spirale dove ritroviamo in ogni parte lo specchio della coerenza del tutto. coscienza frattale

La stessa etimologia del termine simbolo lo contrappone significativamente al termine diavolo; simbolo è infatti il composto greco di syn  bàllein (mettere insieme, unire due parti distinte), mentre il termine diavolo, al contrario, indica l’azione del separare, del dividere (dia bàllein).

La potenza del simbolo è quindi molto significativa perchè ci riconduce a quella sorgente in unità con il tutto da cui siamo stati separati.

A questo proposito un simbolo molto noto che vorrei prendere in considerazione è quello della Croce.

La croce, lungi dall’essere il simbolo di morte, peccato, penitenza, come vuole la dottrina giudaico-cristiana, è in realtà simbolo di vita, salvezza e resurrezione. Certo, nel simbolo della morte sulla croce, permane un’idea di sacrificio ultimo e di espiazione, ma tutto in funzione del ricongiungimento con l’unità di tutto ciò che è, simboleggiata dalla successiva resurrezione del Cristo e nell’immagine del suo Corpo Cristallizzato.

Come già precisato in un precedente articolo la radice di Cristo, Carne e Cristallo è comune e va rintracciata nel sanscrito Kar : Creazione.

La cristallizzazione della carne è la creazione della nuova coscienza e coincide con la resurrezione al di fuori del mondo degli opposti e delle dualità.

La croce è il simbolo della via attraverso cui accedere a questa resurrezione. La croce è una chiave.

Nonostante la mistificazione di questo simbolo ad opera della Chiesa, essa è infatti divenuta patrimonio della cultura popolare, presente nelle case e utilizzata da molti  a mò di monile indossato come forma di protezione.

Risacralizzare il simbolo della croce e ri-comprenderla in noi nel suo significato più autentico significa carpirne l’alto potere simbolico, che è, come abbiamo visto, potere riunificatore.

La riunificazione abbraccia qui il cammino spirituale, rappresentato dal braccio verticale, con il cammino terreno, rappresentato dal braccio orizzontale. Nel centro dell’incrocio di queste due braccia si apre la ferita nel costato di Cristo da cui uscì acqua e sangue, immagine-simbolo del principio della trasmutazione della carne. Da questo incontro tra la nostra natura divina e la nostra natura umana e terrena vi è il principio della nostra resurrezione, ovvero della nostra rinascita come nuova coscienza.

Il Centro di questo incontro vede l’aprirsi di una ferita che  sanguina, ma il sangue si trasforma in acqua cessando di causare dolore.  La ferita è ciò che comunemente vive chi segue un cammino di natura spirituale o chi possiede una sensibilità più sottile, nell’incontro e confronto quotidiano con la vita di ogni giorno. Tutti, nel loro profondo, consapevoli o meno, vivono questa frizione, in cui lo spirito, il nostro Sé autentico, si incontra con il mondo, che è l’immagine esteriore del nostro Io-Ego.

Al centro di questo incontro avviene il dolore, ma l’incontro è necessario perchè origina la vera trasmutazione.

Nell’analisi dei chackra con la tecnica del pendolino ritroviamo a livello energetico la qualità del simbolo della croce: se il pendolo oscilla verticalmente, c’è uno squilibrio poiché la coscienza rifugge l’incontro con il mondo per rifugiarsi nei regni superiori dello spirito, lo stesso se il pendolino segue vibrazioni orizzontali si ha uno squilibrio, poiché si rifugge qui il rapporto con il proprio sé divino. Il movimento equilibrato è quello che forma un circolo, un sistema-chiuso, in cui avviene lo scambio costante tra Alto e Basso.

pendolino

Il Povero di Spirito è chi vive nel qui ed ora del quotidiano accettandone conflitti e contraddizioni e lasciando sanguinare la sua ferita.

Così la Croce può trasmutarsi nel suo corrispettivo egiziano ankh detto anche chiave della vita che rappresenta la coscienza illuminata, il completamento della trasmutazione, nell’equilibrio integrato di Cielo e Terra. La parte circolare con cui termina il braccio verticale della croce è il simbolo evidente dell’apertura del settimo chakra, dello sbocciare della coscienza superiore.

ankh

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