Dallo yang allo yin: i cambiamenti essenziali che ci attendono

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Margherita Arkaura

All’inizio del Nuovo Millennio si parlava di inversione dei poli magnetici terrestri e si prospettava per l’inizio di questa fantomatica Era dell’acquario un forte stravolgimento della coscienza globale, un annientamento sempre più radicale del Vecchio Paradigma.

Il cambiamento, in questo momento, sta coinvolgendo in particolare i poli energetici maschile e femminile, l’energia attiva solare del maschio alpha si sta acuendo raggiungendo la sua acme per poi entrare nelle fase discendente.

Quello a cui stiamo assistendo in questi ultimi tempi tra femminicidi e crimini di odio,  è il colpo di coda di un tipo di energia che non ha trovato modo di controbilanciarsi nell’era del patriarcato ed ha pertanto severamente danneggiato l’equilibrio dell’ecosistema globale, insieme alla coscienza collettiva e all’Anima Mundi.

Questi essenzialmente i cambiamenti che si prospettano:

  • Passaggio dal fuori al dentro: lo yin ci renderà molto meno interessati al fuori e più orientati verso l’interiorità, il gioco creativo, la sperimentazione, senza fini specifici.
  • Il passaggio a questo tipo di energia passiva significherà anche un ritorno al corpo. Comprenderemo che le risposte e la conoscenza non provengono solo da libri, guru, religioni, scienza, ma possono essere recuperate attraverso l‘intuito, l’istinto, le sensazioni, il contatto con la natura e con il cosmo, almeno per quanto riguarda le informazioni che servono a noi e alla nostra sopravvivenza fisica, mentale e spirituale. Riacquisteremo il nostro Potere Sessuale femminile e il nostro primordiale istinto di auto conservazione.
  • Le azioni saranno meno orientate allo scopo, ci si abbandonerà più fiduciosi al flusso naturale e spontaneo degli eventi e degli incontri, percependo che la volontà dell’Io si compie seguendo la più ampia danza cosmica e i ritmi di Madre Terra.
  • Il maschio alpha imparerà che per la propria stessa sopravvivenza emotiva, fisica e spirituale su questo pianeta dovrà cominciare a prestare orecchio al sacro femminile che dimora in lui, abbandonando la paura che questo significhi dare adito ad un’ era di dominio di donne su uomini. Il sacro femminile alberga in uomini e donne indifferentemente e aprirsi alla sua energia significa contattare la propria emotività ed autenticità (per approfondimenti su questo punto si legga qui). Nell’era del sacro femminile cade l’idea stessa di dominio e di potere e il binomio vincitori-vinti. Questo paradigma non è supportato né riconosciuto dall’energia yin di Madre Terra.
  • L’ultimo cambiamento, quello che forse la nostra generazione non vedrà compiuto, sarà l’abbandono spontaneo e graduale dei tradizionali circuiti finanziari che strangolano le nostre vite. Gli individui torneranno ad avvertire fiducia totale e naturale nell’economia della reciprocità e del dono e sapranno creare e co-gestire comunità solidali totalmente autosufficienti con tecnologie ad impatto ambientale pari a zero.

Prima che quest’ultimo punto si compia ( che è forse ciò a cui tutti aspiriamo perchè è in questo punto che le nostre vite cambiano davvero, nel concreto)  è necessario che si passi per i punti precedenti e che questa inversione dei poli energetici faccia il suo corso. A noi però il compito di favorire il suo flusso e di porre la minor resistenza possibile al cambiamento.

Cosa fare per favorire l’inversione:

  • Astenersi dal fare tutto ciò che alimenta la vecchia energia;
  • Non misurare il proprio valore in termini di prestazioni. Osservare ed entrare in contatto con il proprio valore intrinseco e naturale;
  • Riscoprire la conoscenza diretta e non mediata. Il sapere intuitivo. Fare pratica con materiali naturali, pietre, erbe, colori, pitturare, scrivere, condividere la propria creatività senza scopo, se possibile co- creare percorsi artistici e spontanei con altre donne o con uomini che già si trovano nella nuova energia; creare rituali, atti magici, entrare in sintonia con gli elementi, i punti cardinali, le stelle, le antiche deità della cultura primitiva o arcaica che sentiamo più affine con noi;
  • Iniziare a percepire il tempo come spesso, profondo, abissale e non come qualcosa che corre in linea retta sempre nella stessa direzione;
  • Allentare la presa sulla vita, operare con fiducia a partire dal qui ed ora.

Questi solo alcuni spunti…

E’ arrivata l’ora di capire che sulla divinità ci camminiamo e ci viviamo da sempre perchè, come diceva qualcuno, “Il Paradiso è già qui, è che nessuno lo vede”.

Immagine di Margherita Arkaura:

https://le7piumedoro.wordpress.com

http://arkaura.wix.com/arkaura#!untitled/c1h11

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