L’anima pellegrina

Il problema con le discipline come la filosofia, la psicologia,l’antropologia è il medesimo che si riscontra per le religioni ed è direttamente connesso con la tendenza umana a tracciare confini nitidi e rigidi per un naturale bisogno di dare ordine e struttura alla propria psiche.

Ma una psiche ordinata in compartimenti stagni subisce periodicamente le incursioni possenti dell’inconscio, poiché esso tende a riportare il naturale equilibrio per il raggiungimento di un sé integrato .

Il sé integrato che piaccia o no non vive sugli scaffali delle accademie, ma sull’orlo dell’abisso, con la morte come unica compagna. Tutto quello che sa lo dimentica, a tutte le forme di attaccamento rinuncia, lascia andare ogni appiglio restando in equilibrio sul vuoto come un funambolo.

funambolo

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Il quinto elemento: la dimora del pensiero

Nell’esplorazione dei centri energetici del proprio corpo (chakra), il meditatore, procedendo dal basso verso l’alto, incontra i vari elementi primordiali collegati a ciascuno di questi centri energetici. La terra per il primo chackra, l’acqua per il secondo, il fuoco per il terzo, l’aria per il quarto. A questo punto si abbandona la realtà del regno tangibile per entrare nelle dimensioni superiori degli ultimi tre chakra più alti, in corrispondenza di gola, terzo occhio e sommità del capo.

Gli elementi che conosciamo e di cui possiamo fare esperienza nella vita di ogni giorno lasciano spazio, adesso, a forze invisibili: l’etere, il pensiero, la consapevolezza universale.

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